Il crac «subprime» è già costato 130 miliardi

da Milano

La crisi dei mutui
subprime Usa avrebbe già prodotto in Italia, negli ultimi 30 giorni, perdite per 130 miliardi, 74 dei quali ascrivibili alle perdite di Borsa, 56 miliardi alle perdite su obbligazioni fondi comuni e fondi pensioni. È la stima dell’Adusbef, associazione in difesa dei consumatori: «È come se ogni famiglia italiana che abbia investito in Borsa o nei fondi - spiega Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef - abbia visto bruciare nel giro di 30 giorni, una somma tra 6.500 ed 8.200 euro, mentre il peggio dovrà ancora avvenire». Nonostante le iniezioni massicce di liquidità (200 miliardi di euro in due giorni), secondo Lannutti, i mercati «non sembrano fidarsi delle assicurazioni delle banche centrali, come la Banca d’Italia, che per rassicurare il mercato inietta dosi massicce di tranquillanti, né delle agenzie di rating come Standard & Poor’s tra le massime responsabili del crack. Ieri intanto la banca d’affari tedesca WestLb ha reso noto di avere un’esposizione di 1,25 miliardi al settore dei mutui subprime Usa. Un portavoce ha spiegato che la cifra riguarda tutte le sussidiarie precisando che l’87% degli asset hanno un rating AÀ o superiore e per il 98% il rating è A o superiore.