Crac Swissair: gli svizzeri si assolvono

da Milano

Nessuno pagherà, anzi: il tribunale ha deciso risarcimenti gli imputati per 3 milioni di franchi. Tutti assolti, e per molti azionisti e cittadini svizzeri è un po’ come se la Swissair sia morta ieri una seconda volta.
La prima risale all’ottobre del 2001 quando, travolta da una valanga di debiti (17 miliardi di franchi) la celebre compagnia di bandiera svizzera, il più ambito tra i salotti dei cieli, è rimasta a terra senza più i soldi per il carburante. Il fallimento ha spazzato via patrimoni e posti di lavoro; per la Svizzera è stato un lutto, e la storia finanziaria del Paese ha dovuto registrato il crack più clamoroso. Che la compagnia sia fallita un mese dopo l’attentato alle Torri gemelle non deve trarre in inganno: l’11 settembre determinò e accelerò una situazione che era già da tempo in bilico.
Il secondo lutto è di ieri. Gli imputati per quel dissesto erano 19, e in particolare i due ultimi amministratori delegati: Philippe Bruggisser e Mario Corti, un ex Nestlé. I reati erano molto pesanti - un atto d’accusa di 100 pagine - e andavano dall’amministrazione infedele alla falsità in documenti, dai danni procurati ai creditori alla mala gestione. Per il processo, cominciato a metà gennaio, è stata utilizzata la sala comunale di Bulach, capace di contenere una folla di 1500 persone. I 19 ex manager alla fine sono stati tutti assolti: compreso Corti, il più compromesso, per il quale era stata richiesta una pena detentiva. Ieri egli ha atteso comodamente la sentenza nella sua casa di Boston, negli Stati Uniti: tra l’altro era accusato di aver fuorviato gli azionisti con false comunicazioni relative finanziamenti risolutivi. Il 3 ottobre del 2001 - il giorno successo all’«appiedamento» degli aerei per mancanza di fondi per il carburante - il titolo in Borsa perse, in una sola seduta, il 95,7 per cento.
L’origine del crollo di Swissair è stata sempre evidente. Poiché la Svizzera non aveva aderito, nel 1992, allo Spazio economico europeo, di fatto isolandosi, negli anni seguenti il predecessore di Corti, Bruggisser, aveva avviato un’espansione basata sull’acquisto di partecipazioni in altre compagnie europee e non; ma, dato il suo status «extracomunitario», Swissair poteva possedere solo quote di minoranza. Entrò in Air Littoral, Aom, Ltu, Air Europe, Volare, Lot, South African airways; ma senza una strategia precisa, e subendo anzi il danno di crisi aziendali altrui, come quella di Sabena, anch’essa poi fallita quasi in parallelo a Swissair. L’11 settembre non fece che far precipitare il tutto.
Fallita Swissair, rinacque Swiss, poi acquistata da Lufthansa: il bilancio 2006 è stato il primo in utile dal 2002.