Crac WorldCom: 6,1 miliardi di risarcimenti

da Milano

Gli investitori che a suo tempo comprarono titoli WorldCom, il colosso delle tlc statunitense poi finito nella più grande bancarotta della storia Usa, potranno essere risarciti per complessivi 6,1 miliardi di dollari, in base a un maxi-patteggiamento che ha coinvolto in prima persona gli istituti bancari che ebbero un ruolo in questa vicenda. Gli ultimi sviluppi su questo fronte si sono avuti con l’avallo da parte del giudice federale Denise Cote a un accordo che prevede il pagamento da parte delle banche di un corrispettivo pari a 3,56 miliardi di dollari, che va ad aggiungersi ai 2,6 miliardi patteggiati nello scorso novembre, facendo lievitare il rimborso a oltre sei miliardi di dollari. Sono circa un milione gli investitori che potranno beneficiare di questo rimborso, che è il secondo come entità nella storia finanziaria degli Stati Uniti, dopo quello relativo a Enron, il colosso del trading energetico che fece da apripista nella stagione dei grandi scandali societari americani. Gli investitori dopo il collasso di WorldCom avevano avviato una class-action per tutelare i loro diritti, coinvolgendo appunto le banche, in quanto gli istituti sarebbero stati al corrente della manipolazione dei bilanci. In base all’accordo intervenuto a novembre, Citigroup pagherà 2,6 miliardi di dollari, mentre in virtù di quello appena sancito JP Morgan verserà due miliardi, Deutsche bank 325 milioni di dollari, Andersen (la società di revisione) 65 milioni, mentre Bernard Ebbers, l’ex amministratore delegato condannato da poco a 25 anni di galera, dovrà sborsarne 45 milioni. Le perdite avute dagli investitori in quest’affare sono state di circa 40 miliardi di dollari. Dopo i casi Enron e WorldCom pochi giorni fa si è concluto anche quello di Tyco con una sentenza definitiva da otto a 25 anni di carcere per Dennis Kozlowsky, ex amministratore delegato di Tyco, famoso per le sue spese folli.. A condannare l’ex boss e il suo braccio destro, Mark Swartz, per aver sottratto alla società che dirigevano circa 600 milioni di dollari, è stata la Corte Suprema di New York. I due top manager potranno riguadagnare la libertà per buona condotta, ma solo dopo aver scontato otto anni e quattro mesi di reclusione. Oltre alla prigione Kozlowsky e Swartz dovranno tirare fuori circa 134 milioni di dollari.