Crea non si dimette ma si autosospende dalla Margherita

Anna Maria Greco

da Roma

Non si dimette dal Consiglio regionale della Calabria, ma si autosospende dalla Margherita, per non «creare imbarazzi». Domenico Crea, travolto dall’inchiesta sull’assassinio di Francesco Fortugno, tiene stretta la poltrona non ammettendo nessuna colpa e per non farsi «neutralizzare politicamente», ma polemizza con il suo partito che non l’ha difeso come voleva.
Ed è appunto la Margherita che esce più malconcia da questo confronto-scontro tra dirigenti locali e nazionali e dalle tensioni tra Agazio Loiero e Rosy Bindi. Il governatore della Calabria, espulso ad aprile dal partito di Rutelli, ha chiesto a Crea un passo indietro, dopo le accuse sui suoi legami con il presunto mandante dell’omicidio del vicepresidente regionale, al quale è subentrato. Ma il ministro della Famiglia l’ha accusato di strumentalizzare la vicenda, difendendo Crea dalle accuse infamanti.Le lacerazioni dei Dl emergono anche dalle polemiche su chi ha voluto candidare nel partito l’ex-Udc: Franco Marini, Sergio D’Antoni? Il viceministro allo Sviluppo economico ammette di aver sponsorizzato la candidatura di Crea alle elezioni regionali, ma parla di «decisione comune a livello locale e nazionale», avallata anche in un incontro con Marini, Loiero e l’interessato stesso all’aeroporto di Lamezia Terme, in cui si rispose però negativamente alla sua richiesta di un assessorato.
Così, la Calabria che cominciava a credere in una rinascita e a puntare sui «ragazzi di Locri», invece di trovarsi compatta nella lotta contro la criminalità organizzata è alle prese con contorte e sospette beghe politiche dei suoi dirigenti politici.
Un quadro che spinge An a chiedere al centrosinistra di farsi da parte e di consentire il ritorno alle urne in Calabria. Per il capogruppo alla Regione Alberto Sarra, infatti, «la paralisi operativa è totale e l’amministrazione allo sbando».
La senatrice di Fi, Maria Burani Procaccini, respinge invece l’idea di uno scioglimento del Consiglio e denuncia un «clima da caccia alle streghe», difendendo Crea che definisce «vittima di una serie di prese di posizione inaccettabili». Quest’ultimo, la ringrazia pubblicamente nel nota in cui annuncia la sua uscita dalla Margherita.
In tutto questo, la Giunta regionale della Calabria si schiera dalla parte di Loiero, condividendo il suo invito a consigliere Dl a compiere «un atto di responsabilità e di trasparenza». Al termine di una riunione, l’esecutivo esprime «preoccupazione per il trascinarsi di una polemica politica e strumentale intorno alle vicende di Locri» e sottolinea che in questo momento la cosa più importante è un «rapido e definitivo accertamento della verità e della responsabilità, ad ogni livello, intorno al delitto Fortugno».