«Creare cooperative autogestite per le professioniste dell’amore»

La crociata estiva degli amministratori liguri contro la prostituzione non è piaciuta né a sinistra né a destra. Mentre Sinistra Democratica si schiera a favore dei «bassi» del centro storico genovese in quanto nati «con la città stessa», Alleanza Nazionale critica le «ordinanze di facciata» e va oltre chiedendo di superare «l’ormai antiquata legge Merlin». Il capogruppo regionale Gianni Plinio propone la creazione di cooperative autogestite di prostitute, sottoposte a controlli sanitari e imposizione fiscale. Sulla stessa linea è anche Gabriella Mondello, deputata del Pdl ed ex sindaco di Lavagna, una delle località epicentro dell’inedita «caccia alle lucciole» targata sinistra. Riprendendo una delle idee che avevano animato la campagna elettorale del senatore, allora candidato sindaco, Enrico Musso nel 2007, la Mondello auspica una soluzione nazionale al problema della prostituzione, fatta di aree riservate nei grandi centri urbani in grado di arginare il fenomeno dello sfruttamento e regolarizzare fiscalmente le «lavoratrici». In attesa che il governo prenda provvedimenti in merito è già pronto (ad annunciarlo è sempre la deputata), un tavolo nazionale sul tema promosso dal ministro delle Pari opportunità con tutte le parlamentari della maggioranza.