A creare problemi la vicinanza allo stadio e lo smog che «intossica i cavalli». Il Comune: «Operazioni immobiliari soltanto se d’interesse pubblico» L’ippodromo trotta via: «Faremo palazzi» L’idea della Snai prevede il trasferimento fuori città

Ma i Verdi protestano: «Vincolare l’area contro il cemento»

Cambiamenti in vista a San Siro. L’esclusiva zona residenziale tutta verde e piscine, a ovest della città potrebbe in parte cambiare volto. Ieri durante l’assemblea ordinaria dei soci Snai il presidente Maurizio Ughi ha parlato del possibile trasferimento dell’Ippodromo del Trotto e delle piste di allenamento, con la conseguente realizzazione di operazioni immobiliari. «L’area degli ippodromi si estende su 155 ettari. Dall’operazione verrebbero esclusi i 50 ettari dell’impianto del galoppo, monumento nazionale. Sarebbe nostra intenzione trasferire l’Ippodromo del Trotto, e le piste di allenamento per trottatori e galoppatori». Intenzione più che reale dato che il consiglio di amministrazione Snai ha dato mandato alla società Varo, firmataria di un contratto quinquennale, di verificare, con l’amministrazione comunale, se esistono le condizioni necessarie.
L’Ippodromo del Trotto risente moltissimo della vicinanza con lo stadio, tanto da diventare irraggiungibile in occasione di partite importanti. «È fuori dubbio - ha commentato Ughi - che i decreti Pisanu ci abbiano danneggiato. Siamo stati costretti a rinunciare anche ad alcune giornate di gara».
Non solo, la legge Amato prevede una zona di sicurezza intorno allo stadio di 42mila metri quadrati, che include nel suo perimetro il Trotto. Il governo però ha concesso una deroga che prevede una recinzione ovale e non circolare. «Il progetto di messa a norma del Meazza - spiega Giovanni Terzi, assessore allo Sport di Palazzo Marino - è già stato approvato dal governo e prevede l’installazione dei tornelli sulla nuova recinzione che sarà pronta a settembre. Sto studiando con il collega all’Urbanistica le possibili soluzioni per il Trotto. Accogliamo con molto favore la disponibilità della Snai a ragionare insieme».
Le novità a San Siro non sono finite: «Sarebbe nostra intenzione - dicono alla Snai - trasferire fuori Milano le piste di allenamento per trottatori e galoppatori e gli allevamenti. L’aria cittadina è irrespirabile anche per i nostri cavalli, che necessitano di erba, aria e spazi adeguati».
Grande disponibilità da entrambe le parti dunque: «Se il piano regolatore permetterà l’intervento - ha detto Ughi - ci trasferiremo». Disponibile al dialogo anche l’assessore all’urbanistica Carlo Masseroli: «Stiamo varando il nuovo Piano di governo del territorio, che dovrebbe essere presentato alla giunta a dicembre. Dopo di che ci vorrà circa un anno perché venga approvato dal consiglio comunale. Per quanto riguarda la Snai l’amministrazione è pronta a ragionare con il privato in un prospettiva di interesse pubblico».
Non ci stanno, invece, i Verdi che con Enrico Fedrighini chiedono al sindaco di vincolare l’intera area. «Sarebbe anche utile - ha detto il consigliere - che il comune rinunciasse al trasferimento del cavallo di Leonardo, smobilitazione poco utile alla causa di salvaguardia dei cavalli dalla cementificazione selvaggia».