Creatività in tutte le salse nel menù di Sarzana al «Festival della mente»

L’evento si svolgerà dall’1 al 3 settembre e tra gli ospiti avrà Luciana Littizzetto, Piergiorgio Oddifreddi e Franco Tatò

Marta Cerruti

Scienziati e matematici. Ma anche filosofi, artisti, letterati ed intellettuali. Tutti quanti si danno appuntamento a Sarzana per la terza edizione de «Il Festival della Mente», unica rassegna in Europa dedicata ai «percorsi creativi».
Come alimentare e produrre conoscenza, come ampliarne e valicarne i confini, come trasmetterla e condividerla. L’eplorazione di quanto ancora sconosciuto grazie al dialogo tra discipline diverse e all’incontro tra teorie opposte. Di questo e molto altro si parlerà, a partire da venerdì, a Sarzana in occasione del Festival della Mente. Tre serate per 41 eventi, di cui 9 riservati ai creativi più piccoli. E ancora decine di ospiti e, visto il successo delle precedenti edizioni, migliaia di spettatori.
«Crediamo che le buone esperienze e gli incontri stimolanti allarghino gli orizzonti, creino nuovi strumenti e nuove prospettive. Questa è la nostra idea», dichiarano Raffaele Cardone e Giulia Cogoli, direttori del festival. Un progetto compreso e condiviso dal sindaco di Sarzana Massimo Caleo, che per spiegare lo spirito che anima la manifestazione ospitata dalla sua città, citando Oscar Wilde, dice: «L’uomo ha un’insaziabile curiosità di conoscere ogni cosa, eccetto quelle che meritano di essere conosciute». E quindi commenta: «Il Festival della Mente ci guida proprio verso quel genere di cose, spesso lontane dalla ribalta mediatica, che meritano di essere conosciute, e quindi un doveroso grazie a tutti i relatori italiani e stranieri che hanno accettato di venire a Sarzana».
Tanti, infatti, gli ospiti che interverranno nella tre giorni di incontri e dibattiti. Tra questi, per fare solo alcuni nomi, lo scrittore e giornalista Alessandro Piperno che con il suo «La creatività nasce dalla vita e dal sangue», inaugurerà, alla Fortezza Firmafede, l’edizione 2006 del festival. Lo scrittore romano, vincitore di molti premi letterari tra i quali ultimo in ordine cronologico il premio Campiello 2005, mostrerà con la lettura di alcuni brani di Primo Levi e Vladimir Nabokov come l’arte sia una risorsa, mediante la quale poter reagire all’«aggressione della realtà». Da Piperno a Tatò. Sempre per venerdì, ma nel Chiostro di San Francesco, è previsto l’intervento di Franco Tatò. Laureato in filosofia che ha guidato, in qualità di amministratore delegato, colossi come Mondadori, Deutsche Olivetti, Enel e Fininvest, e attualmente a capo dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani, illustrerà la sua particolare concezione di management e di manager. E poi Michele De Lucchi, docente universitario che in passato è stato designer di Philips, Siemens, Compaq Computer e Olivetti. Il professor De Lucchi orchestrerà venerdì sera al Teatro degli Impavidi, il seminario di architettura dal titolo «Creatività. Quando la si nomina svanisce».
E poi tanti e tanti altri ancora: Duccio Demetrio, Piergiorgio Oddifredi, Davide Paolini, Enrico Bertolino, Federico Rampini e Luciana Littizetto, che, con un approfondimento dedicato alla creatività comica, domenica 3 chiuderà il festival.