Credit Suisse trascina in rosso le Borse

La seconda banca svizzera prevede un primo trimestre in perdita. In crisi anche l'Allianz. La Bce assegna 15 miliardi di euro di liquidità: il tasso medio è del 4,2%

Milano - Apertura in rosso per le borse europee, su cui pesano la chiusura negativa di Wall Street, l’allarme utili sul primo trimestre di credit suisse e le dichiarazioni di allianz su un più difficile raggiungimento dei target prefissati nel 2008-2009. Ora bisogna attendere le reazioni alla mossa della Banca centrale europea che ha assegnato il corrispettivo di 15 miliardi di euro di liquidità. Il tasso medio è stato del 4,2%, mentre le richieste sono state pari a 65,81 miliardi. La durata è di cinque giorni.

La crisi colpisce Credit Suisse e Allianz La crisi dei mutui subprime continua a pesare sulle banche europee. Credit Suisse, seconda banca svizzera, rende noto di aver corretto al ribasso le stime sui risultati del 2007 e prevede un primo trimestre in perdita. L’utile netto dovrebbe essere in calo del 6% a 7,760 miliardi di franchi svizzeri (4,97 miliardi di euro), risultato inferiore di 789 milioni rispetto al previsto, a causa, come dice la società, delle difficili condizioni del mercato durante il mese di marzo. Le stime sono dunque state corrette al ribasso nonostante le assicurazioni, che risalgono al 19 febbraio scorso, di un primo trinmestre in attivo. La crisi dei mercati coinvolge anche Allianz: il più grande gruppo assicurativo tedesco ha reso noto che prevede di effettuare nuove svalutazioni nel primo trimestre. È una conferma di quanto già affermato agli analisti a febbraio.

Montagne russe in Asia È andata bene a quelle che son rimaste chiuse per festività locali, perché oggi per le Borse dell’Asia è stata una nuova giornata al cardiopalma con pesanti crolli e recuperi dell’ultimo minuto. Shanghai, prima piazza della Cina continentale, è riuscita a siglare gli scambi in positivo per l’1,1%, ma dopo che nelle battute precedenti aveva registrato perdite fino al 6,5% che l’avevano riportata ai minimi di 9 mesi. Chiusa Tokyo, l’ndiana Bombay, assieme alle piazze di Malesia, Filippine e Pakistan. Aperta invece Hong Kong che è crollata del 3,47%, appena sopra i 21mila punti, dopo che nel corso degli scambi aveva segnato fino ad un meno 4,4%. Ieri a Wall Street l’indice Dow Jones ha chiuso con una nuova pesante caduta, meno 2,36%. Sull’Asia torna subito ad incombere lo spettro di una recessione degli Stati Uniti, prima economia globale e mercato di sbocco chiave per l’export delle tigri. Un pesante deterioramento dei consumi degli americani finirebbe per compromettere le performance economiche delle insutsrie asiatiche.