Credito al consumo, occhio al Taeg

Il prestito personale è un finanziamento erogato da banche e finanziarie e non è necessariamente legato a uno specifico acquisto di un bene o di un servizio (come per esempio il mutuo per la casa). Si restituisce tramite bonifico, Rid oppure bollettino postale, a rate - di norma mensili - calcolate applicando al capitale finanziato un tasso d’interesse (il tasso annuo nominale, il cosiddetto Tan) fisso; il variabile è infatti poco diffuso.
Per quanto riguarda l’ammontare ottenibile si va da un minimo di mille fino a un massimo di 100mila euro mentre la durata oscilla da 12 mesi a 20 anni. Per ottenere il finanziamento, la banca o la finanziaria deve valutare l’affidabilità finanziaria del richiedente con un’istruttoria le cui spese si sommano ai costi di incasso della rata e, dove richieste, alle spese assicurative. Ma a che cosa occorre prestare maggiore attenzione? Innanzitutto al Tasso annuo effettivo globale (il cosiddetto Taeg).
Infatti prima di scegliere il migliore prestito personale è bene confrontare quello proposto dalla banca in cui si ha il conto corrente con altri disponibili sul mercato. A questo scopo, il Taeg permette di effettuare confronti omogenei in quanto riassume il costo complessivo del finanziamento. Include, infatti, oltre al tasso d’interesse (Tan) anche le spese da sostenere per ottenere e pagare il finanziamento (spese di istruttoria, di incasso rata, assicurative). Da notare che, per i prestiti superiori a 30mila euro, il Taeg è sostituito dall’Indicatore sintetico di costo (Isc) che però è calcolato allo stesso modo del Taeg.
Attenzione anche ai costi del conto corrente che alcune banche chiedono di aprire quando erogano i prestiti ai nuovi clienti: si tratta di un costo aggiuntivo che può incidere non poco sulla convenienza del finanziamento richiesto. Allo stesso modo è bene prestare la massima attenzione alle pubblicità in cui il Taeg è relegato in una nota scritta in piccolo a piè di pagina e non dimenticare di confrontare l’interesse praticato con il tasso usurario.
Ogni trimestre la Banca d’Italia pubblica i tassi medi delle operazioni di finanziamento ai fini della definizione del tasso usuraio. I tassi medi aumentati della metà rappresentano il tasso massimo oltre il quale scatta il reato di usura. In un anno la soglia dei tassi considerati usurari per i mutui a tasso fisso è scesa di un punto percentuale, dal 9,12% all’8,09%: per i crediti personali alle famiglie l’interesse usurario è invece al 14,9%. La legge considera nulli i tassi di un prestito che superano il tasso usurario. È necessario però un provvedimento del giudice che fisserà il Taeg pari al tasso nominale minimo dei Bot annuali emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto.