Il credito al consumo

Ci vuole pazienza: effetti fra 3-6 mesi

Il taglio dei tassi di interesse da parte della Bce può avere un riflesso positivo sull'universo dei prestiti personali, come spiega Federico Cancarini, amministratore delegato di Capital Money (Ubi Banca). «La riduzione di mezzo punto percentuale dei saggi ufficiali dell'area euro - spiega il banchiere - è sicuramente una condizione necessaria ma, tuttavia, non sufficiente a produrre effetti sui tassi dei prestiti personali. Infatti tale intervento agisce sui prestiti che l'Istituto centrale europeo eroga alle banche ma non sull'Euribor che, invece, è determinato dalle condizioni medie dei prestiti tra i principali istituti di credito del Vecchio continente». Il che significa, secondo Cancarini, armarsi di pazienza.

Chi ha in essere un prestito personale a tasso variabile legato all'Euribor a tre o sei mesi, dovrà attendere l'evoluzione della situazione di mercato confidando in un raffreddamento anche del tasso interbancario: in questo contesto potrebbe finalmente vedere ridotte le proprie rate di debito già fra tre o sei mesi. Stesso discorso anche per coloro che, invece, sono nella condizione di richiedere un prestito personale. «A costoro - aggiunge Cancarini - farei però notare che i tassi di interesse a medio termine (dai due anni in su) e a lungo termine (dai 10 anni in poi) mostrano da qualche tempo una tendenza al ribasso. Al contrario a soffrire è la parte breve della curva dei tassi e, più in particolare, l'Euribor che proprio in questi giorni ha tracciato il suo massimo storico».

Secondo Cancarini perciò, in questo specifico contesto di mercato e alla luce della decisione della Bce, è da considerare con estrema attenzione la scelta tra un prestito personale ancorato al tasso variabile e uno a tasso fisso: non è detto che quest'ultimo risulti davvero il più conveniente per i prossimi anni.