Credito Nell’anno nero della crisi boom di finanziamenti della Bei

La Banca europea degli investimenti nell’anno nero della crisi ha fatto la sua parte, aumentando i flussi e lo stock complessivo di finanziamenti alle imprese: nel 2009 sono stati erogati 79,1 miliardi (più 37% rispetto al 2008), di cui 70,5 miliardi nei Paesi dell’Ue, 4,3 nei Paesi in via di adesione e 4,3 in quelli extra Ue. Al 31 dicembre i prestiti in essere (che hanno durate tipicamente lunghe) ammontavano a 408 miliardi (più 15%). La Bei, che è partecipata da tutti i 27 Paesi dell’Unione europea, raccoglie il denaro attraverso emissioni obbligazionarie, che nel 2009 sono ammontate a 79,4 miliardi (più 33%). La missione istituzionale della banca è di finanziare progetti d’impresa, anche per taglie relativamente piccole (il minimo, 40mila euro; la media, 200mila); i prestiti, erogati attraverso il canale bancario, sono offerti a condizioni più convenienti del mercato perché il rating tripla A dei bond Bei permette di raccogliere il denaro a condizioni più vantaggiose. Le sofferenze sono quasi a zero. L’Italia, con Germania e Spagna, è il Paese dove viene svolta la maggiore attività; e italiano è il vicepresidente dell’istituto, Dario Scannapieco, «allievo» di Mario Draghi ed ex dirigente generale del Tesoro per la finanza e le privatizzazioni.
Nel nostro Paese la Bei, lo scorso anno, ha firmato nuovi prestiti per 9,7 miliardi (più 17% sul 2008, più 74% sul 2007), che hanno portato lo stock a 50,7 miliardi. Nel triennio sono stati sostenuti i progetti di 31mila piccole e medie aziende. Ma anche della Pubblica amministrazione (per esempio, il Mose di Venezia) e di grandi gruppi come le Poste, Telecom Italia, Terna, Atlantia, Costa Crociere, Grimaldi, Gavio, Acea ed Eni.