«Creiamo una task force per battere il degrado nei quartieri a rischio»

Boni propone un unico tavolo con Comune, Prefetto e Aler per ripristinare la legalità

Marcello Chirico

Più sicurezza. È il leitmotiv più ricorrente in queste giornate successive all’attentato londinese ma anche alle violenze sessuali degli ultimi mesi, commesse da immigrati clandestini. Più sicurezza la chiede la gente, la promettono le istituzioni. Coi politici impegnati nel cercare soluzioni a un’emergenza complessa e per risolvere la quale non esistono, forse, ricette ad hoc. Si lavora quindi sull’aspetto della prevenzione, e in questo senso va appunto la proposta partita ieri dal Pirellone a firma Lega Nord. Nello specifico, l’iperattivo assessore al Territorio Davide Boni, il quale - dopo aver annunciato che «butterà nel cestino» la legge regionale sui finanziamenti ai Comuni per la realizzazione di nuovi campi Rom e promesso «l’introduzione di un articolo nella nuova legge urbanistica lombarda che farà scomparire questo tipo di insediamenti dalla Lombardia» - propone ora la composizione di una «unità di crisi» per il controllo dei quartieri a rischio in città. Un’idea su cui sta già coinvolgendo i colleghi dell’amministrazione regionale, comunale, prefetto e presidenza Aler in modo da non lasciarla cadere nel vuoto ma perché venga discussa e, magari, attuata al più presto.
«Via Padova, Giambellino, Sarpi, viale Jenner: sono molti i quartieri in cui i cittadini milanesi, da tempo, denunciano invivibilità, degrado e mancato rispetto delle elementari regole di convivenza - rileva Boni -. Penso ad esempio all’abitabilità e all’agibilità di case ed esercizi commerciali, a situazioni oltre il limite della legalità, da controllare in maniera decisa e implacabile. La necessità di intervenire al più presto, e in forma coordinata tra le istituzioni competenti, mi spinge a chiedere la costituzione di una unità di crisi, che possa suggerire l’eventuale e rapida adozione dei dovuti provvedimenti e stabilire un costante contatto e collaborazione tra tutte le autorità interessate».
Secondo Boni, dell’organismo dovrebbero far parte gli assessori alla Sicurezza, Commercio, Demanio e Territorio di Milano, quelli a Sanità, Casa e Sicurezza della Regione, il prefetto Bruno Ferrante e il presidente dell’Aler Luciano Niero, ai quali sempre ieri l’assessore ha inviato una lettera con la quale chiede di fissare un incontro «a brevissimo termine, in modo da definire i termini della proposta già nei prossimi giorni».
«Tutto ciò che serve a normalizzare certe situazioni può essere utile - osserva l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Marino, Guido Manca -, però vorrei capire meglio cosa vorrebbe fare Boni. Se stiamo parlando di sgomberi, sappiamo tutti quanto siano complessi». Come lui pure il responsabile della sicurezza regionale, Massimo Buscemi, desidera maggiori delucidazioni («non ho presente di cosa si tratti»), mentre il presidente di Aler Milano, Niero, si limita a dire che «per quanto riguarda i quartieri di nostra proprietà stiamo già lavorando con Comune e Regione per superare ogni forma di degrado. I nuovi Contratti di Quartiere hanno l’obbiettivo di ricostruire la vivibilità, la legalità e il senso di appartenenza dei cittadini e i risultati sono sotto gli occhi: nel quartiere Mazzini il risanamento ha allontanato il degrado. Ogni forma di collaborazione è comunque utile».