Cremazioni choc: in un’urna sola mischiate le ceneri di più morti

Ceneri dei defunti mischiate in cassette comuni, smaltimento fumi e rifiuti non in regola, impianti privi di autorizzazione. Sono queste le principali irregolarità scoperte dai carabinieri dei Noe (Nuclei operativi ecologici) che, dopo aver ispezionato i 50 forni per la cremazione dei defunti attivi in Italia, hanno denunciato 45 persone.
A Padova in un’urna sono stati trovati i resti di tre delle cinque salme cremate nella giornata precedente mentre la struttura di Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno, era priva di autorizzazioni per le emissioni di fumi in atmosfera e per lo smaltimento di rifiuti speciali cimiteriali. A Trento sono stati trovati 100 fusti di polveri di abbattimento dei fumi, filtri esausti e ceneri di combustione.
Irregolari anche gli impianti di Roma, smaltimento dei fiuti e abbattimento fumi, di Firenze, smaltimento incontrollato dei resti di bare, materiale ferroso ed edile, Novara, impianto privo di autorizzazione, e Napoli, dove venivano mischiati i resti di capi di vestiario, salme e bare.