Cremonini, se successo fa rima con libertà

Non ha perso l'aria da bravo ragazzo di provincia, anche se lui, di provincia, non si considererà certo perché Bologna è sempre Bologna. E soprattutto perché quella città ha dato fior fiore di cantautori, ed è dunque a modo suo una «capitale». In ogni caso, Cesare Cremonini si ritrova oggi, a soli ventotto anni, tra i big della scena pop nazionale. Un predestinato direbbe qualcuno, considerando com'è cominciata la sua avventura discografica. Lui se lo ricorda molto bene, e forse è questa la ragione di una freschezza e di un entusiasmo che si porta ancora addosso, e che riesce a travasare magicamente nelle sue canzoni frizzabti e ottimiste: «A soli diciotto anni - rievoca Cremonini parlando di sé e dei Lunapop - quando eravamo piegati sui libri della maturità, ci chiamano a incidere il nostro primo album, per un'etichetta indipendente. Ci sentivamo dentro una centrifuga: dopo nemmeno due anni avevamo venduto un milione e mezzo di copie. Chi ci scoprì, ora è a godersi la vita su qualche isola esotica». Il successo da subito, quindi, e con esso la libertà. «La mia più grande fortuna - dice lui -. Da quel giorno godo di assoluta libertà artistica e nessun condizionamento». Ecco perché Cesare Cremonini si presenterà questa sera alla discoteca Alcatraz, nell'unica data milanese, in versione rock: «Perché di questi tempi mi sento così: lo show sarà bello, genuino, molto elettrico», spiega. Con l'ex Lunapop sul palco ci sarà infatti una band corposa, con l'inseparabile Nicola «Ballo» Balestri (basso), Andrea Morelli (chitarra), Bruno Farinelli (batteria), Michele Guidi (organo hammond), Giovanni Guerretti (piano), Phil Drummy (fiati e percussioni) e, per la prima volta, quattro coriste. Al centro dello show i brani più recenti, tra cui il primo singolo legato all'album, quel «Dicono di me» che, solo due settimane fa portava Cesare Cremonini a Milano per ricevere il premio speciale alla videografia conquistato alla X edizione del Premio Videoclip Italiano. «L'ho scritta in poche settimane prima della sua pubblicazione - rivela il cantautore -. É anche l'ultima canzone che ho scritto per il disco. Era successo lo stesso con 50 Special, agli esordi. Mi ha portato fortuna, come allora». Il live all'Alcatraz è l'esordio ufficiale di un tour che attraverserà l'Italia e che si ripropone di rivisitare in chiave rockettara un repertorio che, di suo, è comunque già infallibile: la capacità che ha Cremonini di sfornare melodie dirette ed efficaci - basti pensare a brani come Un giorno migliore, Qualcosa di grande, PadreMadre e Maggese - è infatti cosa assodata. C'è da festeggiare parecchio, a cominciare da dieci anni tondi di carriera, sempre in vetta alle classifiche.
Cesare Cremonini
Alcatraz, stasera (ore 21)
Info: 02-4805731