Crepe nell’alleanza Suez-Gdf C’è disaccordo sul concambio

Cirelli: «Va bene così». Mestrallet: «È da rivedere». Resta la minaccia dell’Opa Enel

da Milano

Scricchiola l’alleanza Suez-Gdf. Gaz de France continua infatti a ritenere che la parità di fusione con Suez sia «giusta ed equa», ha dichiarato l’ad Jean-François Cirelli all’assemblea generale, anche se di fatto il problema della parità è diventato un motivo di dissenso tra i due promessi sposi. «Ciò che vi posso dire è che la parità fissata a febbraio era giusta ed equa e che lo è ancora oggi», ha detto Cirelli.
Il concambio previsto dal progetto di fusione, su cui incombe la minaccia di un’Opa di Enel su Suez, è di un’azione Suez per una Gdf dopo il versamento di un dividendo straordinario di un euro agli azionisti del gruppo guidato da Gerard Mestrallet. Gli azionisti di Suez però sono restii ad accettare queste modalità di cambio in quanto Suez pesa ora in borsa 40 miliardi, 10 in più di Gdf. Lo stesso Mestrallet non ha invece escluso all’assemblea generale una revisione delle parità a dicembre, cioè prima del via alla fusione.
Su un altro punto, che indiscrezioni stampa danno per contestato, cioè quello della governance, sarebbe Suez ad averla avuta vinta: secondo una lettera inviata il 22 maggio ai sindacati per rispondere ai loro interrogativi sulla fusione, i ministri dell’Economia Thierry Breton e dell’industria François Loos, indicano che sarà Mestrallet a prendere le redini del gruppo nato dalla fusione con l’incarico di presidente-direttore generale o di presidente del direttorio, a seconda della governance che sarà scelta dagli organi sociali delle due aziende. Gdf preferirebbe un tandem alla direzione operativa formata dai due ad, con una presidenza non esecutiva affidata a un terzo.
I sindacati, mobilitati contro la fusione perché l’operazione implica la privatizzazione di Gdf, saranno ricevuti oggi al ministero dell’Economia, proprio dopo che Bruxelles ha fatto sapere di essere contraria al progetto di Parigi di conservare una golden share nel futuro gruppo. I sindacati lamentano che lo Stato non intenda conservare una minoranza di blocco in Gdf-Suez.
Il settimanale Challenges fa intanto una lista di possibili pretendenti di Suez, gruppo «che è ridiventato appetibile» dopo che è tornato agli utili, chiedendosi se Gdf sia veramente il partner migliore. Oltre a Gdf ed Enel, il giornale si sofferma su eventuali mire di E.On e di Rwe ritenendo le nozze di Suez con quest’ultimo «logiche» e «le più interessanti per gli azionisti». Lo scenario Enel viene invece considerato «problematico» in quanto richiederebbe uno spezzatino di Suez e quello di E.On «poco probabile» in quanto il colosso tedesco ha appena lanciato un’Opa su Endesa.