Cresce la domanda d’importi fino a 5mila euro perché più semplici da rimborsare nel tempo

Stabile rispetto al 2010, nei primi tre mesi dell’anno la domanda di prestiti da parte delle famiglie ha evidenziato un andamento a doppia velocità: da un lato una pur modesta ripresa dei prestiti finalizzati, dall’altra lo stallo dei prestiti personali, che a marzo hanno ingranato la retromarcia (-3%). Dopo il confortante abbrivio di gennaio e febbraio, ecco la successiva frenata del mercato, registrata dall’ultimo report del barometro Crif, che conferma la lentezza del percorso di uscita dalla crisi.
A limitare l’espansione dei consumi e del ricorso al credito, le difficoltà del mercato del lavoro e la contestuale riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. Fattori di debolezza che hanno trovato ulteriore riscontro nello spostamento delle richieste di prestiti verso la fascia più bassa d’importo, quella fino a 5mila euro, che nel primo trimestre ha fatto segnare un +4% rispetto al medesimo periodo del 2010, mentre sono calate tutte le altre. Importi più contenuti sono più facili da rimborsare, e così, poiché l’atteggiamento cauto delle famiglie consiglia di ridurre tanto la propensione al consumo quanto l’indebitamento, l’incidenza dei prestiti di questa fascia è salita dal 42% al 46% del totale. Lo spostamento va ascritto nella sostanza ai prestiti finalizzati, che per due terzi si concentrano sotto i 5mila euro e il cui importo medio è sceso, a marzo, dai 6.120 euro del 2010 a quota 5.492; pressoché stazionario, invece, il valore medio dei prestiti personali, attestato a 12.581 euro contro i 12.592 del marzo 2010. Lo scenario delineato dall’ultima edizione dell’Osservatorio del credito al dettaglio, curata da Assofin, Crif e Prometeia, prevede una modesta crescita delle consistenze per il 2011, pari al 2,6%, e un progresso del 4,5% nel 2012. Proiezioni legate da un lato all’elevato potenziale di sviluppo del mercato e all’attesa capacità degli operatori di ridefinire le strategie distributive e le politiche di prodotto facendo leva su servizi di educazione finanziaria e di consulenza e puntando altresì a fidelizzare la clientela, dall’altro all’atteggiamento di maggiore fiducia che le nuove norme per la trasparenza, introdotte sulla base del decreto legislativo 141/2010, dovrebbero generare nei consumatori.
Obiettivo delle disposizioni, aumentare la chiarezza e la confrontabilità delle offerte, prevedendo innanzitutto, prima di sottoscrivere il contratto, di cui peraltro si ha il diritto di ottenere una copia del testo, un modello informativo standardizzato; e poi, la facoltà di recesso entro 14 giorni (anziché 10 e indipendentemente dalle modalità della stipula) che esclude qualsiasi commissione o indennizzo, accanto alla possibilità di rimborsare in anticipo il debito residuo con il relativo taglio degli interessi e dei costi di finanziamento, senza spese per importi sotto i 10mila euro, oltre i quali vige una penale non superiore all’1%, soglia dimezzata se il periodo che intercorre fino alla scadenza del contratto è inferiore all’anno.