Cresce la domanda di piccoli Suv e Fiat lancia la sfida

Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, non intende entrare nei dettagli del piano prodotti, ma è chiaro che la decisione di realizzare dal 2013 a Mirafiori un Suv di piccole dimensioni, segue una logica precisa. Oltre alla predisposizione di uno stabilimento, è importante valutare, in questo particolare momento del mercato, su quali segmenti puntare. E quello dei piccoli Sport utility è tra quelli in maggiore espansione, come dimostrano i dati lusinghieri, a esempio, che la Nissan sta ottenendo con il suo Juke: oltre 92mila unità vendute in Europa in nove mesi, di cui quasi 13mila in Italia.
Quindi, scelte di allocamento non casuali, ma in linea con la domanda. «Il Suv - spiega Pier Luigi del Viscovo, direttore di Fleet&Mobility, sgombrando il campo dai continui equivoci su questo concetto di automobile - non rappresenta una fascia di veicoli ingombranti per ricchi arroganti, ma è uno dei tanti modi di declinare l’auto. I primi Suv erano grandi e sostituivano le grosse berline. Poi sono arrivati quelli più compatti, che servivano una clientela più numerosa e meno ricca. Adesso assisteremo anche alla diffusione di Suv più piccoli nei segmenti “popolari”. Lo sport utility vehicle di qualsiasi dimensione e prezzo aggiunge, a chi ne fa uso, una maggiore percezione di sicurezza e di libertà». Ma è tutto il segmento che si riferisce a tale genere di modelli a procedere con il piede sull’acceleratore. E l’Italia (11,1%), seguita dalla Germania (10,6%), è il Paese che nel primo semestre dell’anno, secondo i dati di Jato Dynamics, si distingue per la percentuale maggiore di veicoli di questo tipo venduti. Leader è comunque la Spagna con l’11,6%. Tra gli «small», rivela sempre Jato, il Juke di Nissan risulta il più richiesto, a conferma della direzione che il mercato ha deciso di imboccare. Suv compatto, del resto, significa meno spazio occupato nei parcheggi, possibilità di installare motorizzazioni più «cittadine» e meno rischi, grazie alla disponibilità delle trazione integrale, di rimanere bloccati dai fondi stradali insidiosi, a vantaggio della sicurezza.
Alla Fiat, a questo punto, non resta che cercare di accorciare il più possibile i tempi per beneficiare di questa scia favorevole. Insieme al minivan L-0, prodotto in Serbia e sul mercato nel terzo trimestre del 2012, e con la nuova Panda a regime, il gruppo torinese dovrebbe guadagnare terreno nella fascia, quella dei veicoli compatti, in cui è forte per tradizione. In attesa delle vere novità, fine 2011 e inizio 2012 saranno caratterizzati da un rinnovamento all’insegna di una maggiore sostanza della Punto, da una nuova versione della 500, mentre tra gennaio e marzo è annunciato un nuovo allestimento per il grosso Freemont, con la trazione integrale.