«Crescita e sviluppo? Il turismo ce l’ha fatta nonostante la crisi»

Ministro Brambilla, non passa giorno che la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia non lanci l’allarme sulla crisi delle imprese. Ma c’è il settore di cui lei si occupa, il turismo, cruciale per l’economia italiana, che non sembra affatto in crisi, anzi...
«Il turismo è l’unico settore che, nonostante la difficile congiuntura economica internazionale che stiamo vivendo, ha generato e continua a generare crescita, sviluppo, occupazione (oltre 2 milioni e 200mila persone). Abbiamo chiuso con il segno più lo scorso anno e anche quest’anno, con un 6,6 per cento in più di viaggiatori internazionali in arrivo e un più 7,3 per cento di incremento della relativa spesa nel nostro paese, che nei primi sei mesi del 2011 è arrivata a 7,37 miliardi di euro. Sono risultati che premiano il grande lavoro di questi anni da parte del primo governo che ha finalmente messo il turismo al centro dell’agenda politica, superando la colpevole miopia di tutti coloro che ci avevano preceduto. Direi che in tre anni abbiamo fatto quello che non era stato fatto in trent’anni. Ecco, nel turismo crescita, sviluppo, occupazione sono obiettivi che abbiamo già raggiunto. I numeri parlano chiaro».
Cosa ha contribuito di più al risultato complessivo? L’arrivo di turisti stranieri, anche da nuovi mercati quali Cina e Australia, o l’incremento di viaggiatori italiani,l’80,9 per cento ha scelto il nostro Paese per le ferie?
«Una promozione forte e diversificata a seconda dei paesi, che ha superato la frammentarietà con cui i singoli territori avevano comunicato negli anni precedenti. Una riforma del turismo, la prima in sessanta e passa anni di repubblica, che ristruttura la nostra offerta mettendo a sistema tutte le eccellenze di cui disponiamo, con la creazione di ben 13 prodotti turistici e relativi circuiti di eccellenza, dal mare alla natura, dall’arte all’enogastronomia. E i risultati della diversificazione dell’offerta sono stati positivi anche sui viaggiatori interni: l’80 per cento di turisti italiani è un risultato straordinario».
Niente da rimproverarsi? Due giorni fa il parlamentare della Lega Gianluca Pini l’ha attaccata in tv a «Piazzapulita» sostenendo che non ha fatto un granché per il turismo...
«Non so chi sia. Ma se si tratta di un parlamentare della maggioranza, trovo grave che non sia preparato sull’attività svolta dal governo. Come potrà mettere al corrente i cittadini e imprese delle grandi opportunità offerte loro dalla nostra riforma, che, tra l’altro, ha finalmente equiparato le imprese del turismo a quelle dell’industria, il che significa moltissimo in termini di incentivi, agevolazioni e benefici di qualsiasi genere. Come potrà metterli al corrente delle opportunità messe in campo per loro con Italia & Turismo».
Un esempio?
«Tre miliardi di euro a disposizione delle imprese del settore turistico disponibili cash, grazie ad otto primari istituti di credito, in 25mila sportelli, con prodotti finanziari appositamente studiati per il settore e finanziamenti a condizioni eccezionali. O ancora la mia liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi per tutti i comuni di interesse turistico e le città d’arte, perché era una follia che il turista arrivato dalla Cina (nei primi sei mesi del 2011 c’è stato in Italia un più 86% di cinesi, ndr), attratto dal nostro made in Italy, trovasse i negozi chiusi».
Quanto possono incidere i risultati positivi dell’industria turistica sull’economia?
«Si tratta di una risorsa enorme. Per ogni euro che un turista spende per dormire ce ne sono almeno altri quattro che vengono spesi in altri settori, dal commercio ai trasporti. È un volano strategico per la nostra economia. I risultati dimostrano che ben ha fatto il presidente Berlusconi a puntare su questo settore».
Lei ha parlato di «obiettivi raggiunti» visti i risultati positivi ottenuti. Ma quali sono le prossime priorità?
«Il Mezzogiorno. Ha tutte le potenzialità per diventare una perla del nostro turismo, ma occorre lavorare ad una strutturazione dell’offerta».