Crescita sotto le attese: Google affonda in Borsa

Il titolo perde il 10% e brucia oltre 11 miliardi di dollari di capitalizzazione

da Milano

Dopo mesi al galoppo, Google crolla in Borsa all’indomani dei risultati trimestrali. Al primo motore di ricerca della rete, infatti, non è bastata una crescita dei ricavi dell’82% per far contenti gli analisti abituati a una società capace di battere le previsioni. Così Google, fondata con pochi mezzi nel 1995 da due studenti di informatica ormai diventati multimiliardari, Sergey Brin e Larry Page, ha perso in una sola seduta il 10% scendendo sotto la soglia dei 400 dollari, lontano dunque dal massimo raggiunto l’11 gennaio scorso a 475 dollari. Le perdite hanno portato il valore di capitalizzazione a 116,15 miliardi di dollari, dai 127 miliardi precedenti l’ondata di vendite. Ma il valore della società resta sempre maggiore rispetto a quello di giganti come Coca Cola o Cisco. E il triplo se si guardano i conti del maggior rivale, ossia Yahoo.
Gli analisti sono preoccupati del fatto che la società ha recentemente lanciato parecchi servizi innovativi che però non hanno ancora avuto impatto sui conti. Le cose nel terzo trimestre comunque non sono certo andate male. Gli utili netti si sono attestati a 371 milioni di dollari (1,22 dollari per azione), in rialzo dai 204 milioni (71 centesimi) di un anno fa. E questo nonostante la società abbia aumentato gli investimenti in infrastrutture e in ricerca e sviluppo più del previsto. Il management ieri ha spiegato che i ricavi al di fuori degli Usa hanno contribuito per meno di un punto percentuale sul totale del trimestre, a causa del cambio sfavorevole. Il fatturato è aumentato a 1,92 miliardi di dollari (più 82%), grazie anche alle quote di mercato guadagnate rispetto ai rivali Yahoo e al portale Msn di Microsoft. L’amministratore delegato Eric Schmidt ha inoltre assicurato che la società non farà mai nessuna manipolazione contabile per cercare di raggiungere le previsioni degli analisti. «La grande differenza è stata nel computo delle tasse - ha aggiunto Schmidt - ma la crescita del fatturato e dei profitti è stata molto forte».
Divise le banche d’affari. Goldman Sachs ha consigliato ai suoi clienti di approfittare della debolezza del titolo per acquistarlo e ha confermato il target price a 500 dollari. Stesso consiglio anche da parte di Prudential, che ha addirittura alzato il prezzo dell’azione a 500 dollari da 400. Ubs invece ha ridotto il giudizio a neutral da buy e ha tagliato il prezzo obiettivo a 425 dollari da 500. Secondo la banca d’affari, ci sono preoccupazioni sulla crescita del fatturato internazionale. Inoltre il colosso del web dovrebbe aumentare i propri investimenti in alcuni mercati globali che risultano di importanza vitale per il suo business.