Crescita sotto le attese, recupero nel 2006

Gli industriali: necessaria una cura da 4 miliardi incentrata sugli sgravi fiscali

da Roma

Crescita sotto le attese, inferiore anche a quello zero su cui concordano il ministero dell’Economia e la Commissione europea. Ma lo spazio per recuperare nel 2006 c’è, a patto che si attui la ricetta di Confindustria per «riagguantare la crescita». Come aveva annunciato Luca Cordero di Montezemolo, il Centro studi di Confindustria ha tracciato il quadro economico dell’anno in corso e ha descritto due scenari diversi per il prossimo futuro. Per quanto riguarda il 2005 la crescita del Pil è compromessa dall’andamento dei primi due trimestri e a fine anno si attesterà a meno 0,3%, cioè esattamente sulla soglia della recessione. Nel 2006 l’economia tornerà a crescere, anche se solo dello 0,8%. Poco per le potenzialità del Paese.
La soluzione è una cura da 4 miliardi di euro, tutta incentrata sugli sgravi Irap (l’Imposta regionale per le attività produttive) e sul cuneo fiscale, che potrebbe far crescere l’economia di un altro 0,4-0,5% portando il Pil a più 1,2-1,3%. «Siamo fiduciosi - ha commentato Montezemolo - che si abbia la responsabilità di decidere per lo scenario più favorevole alle famiglie e alle imprese». Anche perché la differenza tra i due scenari - ha aggiunto il presidente di Confindustria - è di mezzo punto di Pil e «non è poco». I dati e le valutazioni di viale dell’Astronomia non sono piaciuti a Renato Brunetta, consigliere economico di Palazzo Chigi, secondo il quale «è un lavoro inutile quello di baloccarsi su uno 0,1% in più o in meno, perché il trend delinea una congiuntura stagnante». L’importante, ha aggiunto l’europarlamentare azzurro è elaborare «soluzioni comuni», ma «da parte di Confindustria questo non sta avvenendo». Più positivo il quadro di Confindustria su prezzi e disoccupazione. Per quanto riguarda l’inflazione il Centro studi ha stimato per il 2005 una crescita del 2% che scenderà all’1,8% nel 2006 e nel 2007. Hanno pesato e peseranno ancora le quotazioni del petrolio. Per quanto riguarda i senza lavoro continuerà la discesa registrata negli ultimi anni: il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile all’8% nel 2005 per poi passare al 7,9% nel 2006.
Ieri anche l’Ocse ha diffuso le sue previsioni sull’economia dei Paesi membri. Per quanto riguarda l’Italia l’ultimo outlook dell’Ocse ha sottolineato come anni di «crescita incontrollata» dei costi sui settori esposti alla concorrenza internazionale abbiano provocato «una massiccia perdita di quote di mercato, trainando così l’economia nella recessione».