Crescono i bambini di cristallo

La fragilità del bambino è in primo piano a Caserta al XXIV congresso nazionale della Società italiana di pediatria preventiva e sociale. Si è discusso dei bambini di cristallo, quelli caratterizzati da una elevata fragilità sia dal punto di vista fisico sia mentale e della trasparenza, intesa come valore esclusivo del bambino, da coltivare e preservare con ogni mezzo.
Il bambino di oggi è fragile perché vive relazioni con adulti che non sanno essere adulti. La famiglia, realtà che diventa sempre più a mosaico, ha smarrito il suo impegno educativo. «Prevenire significa educare, che non vuol dire istruire, quanto impegnarsi in un progetto al servizio del bambino». In particolare, ha ricordato le parole di Giovanni Bosco, la pedagogista Maria Luisa De Natale, professore ordinario di psicologia: «amare un bambino, non coincide con il circondarlo di tanti oggetti e attenzioni, quanto piuttosto, costruire una relazione autentica , basata sulla autonomia e il rispetto reciproci. Occorre impegnarsi in un progetto che ha come obbiettivo quello di farlo diventare un adulto responsabile, forte e libero. Una strada ardua, irta di difficoltà, che va esercitata da parte dei genitori ogni giorno con determinazione e intelligenza (merce rara).
Antonio Affinita del Movimento italiano genitori ha introdotto il problema dell'essere genitori e la difficoltà di affrontare i numerosi pericoli della società odierna: pubblicità sempre più aggressiva e violenta, incremento incontrollato della rete Internet, ritmi frenetici e poco tempo a disposizione da dedicare ai più piccoli. «Sono tante le frecce che vengono lanciate ogni giorno contro i nostri figli da multinazionali e altri organismi con scopi che mirano solo al profitto piuttosto che al benessere psico-fisico. Per questo, noi genitori dobbiamo combattere con tutte le forze, con l'aiuto prezioso dei pediatri».
Tra i temi trattati al congresso anche le infezioni ricorrenti e le vaccinazioni pediatriche, oltre a quello del controllo dell'obesità infantile, uno dei problemi più urgenti in ambito pediatrico, causato da abitudini alimentari scorrette e dalla sempre maggiore tendenza alla sedentarietà nei piccoli italiani. I lavori si sono conclusi con interventi su: «Prevenzione dei maltrattamenti, Il bambino e il gioco d'azzardo, il monitoraggio degli eventi avversi in pediatria». Tutti i temi affrontati hanno cercato di approfondire i diversi aspetti legati alla fragilità del bambino, tema centrale del congresso.
Cura, attenzione e competenza: sono le parole chiave per una buona relazione tra il pediatra la famiglia, la scuola e il bambino, ha precisato Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps, associazione che raccoglie oltre 1200 pediatri . «Negli ultimi anni ci siamo impegnati nella realizzazione di progetti e campagne di educazione rivolte all'acquisizione di corretti stili di vita, alle attività di prevenzione sul territorio di malattie infettive e altre problematiche pediatriche. Tutte orientate a mantenere integro il bambino senza mandarlo in frantumi e provocare disastri sociali.
La fragilità del bambino si ripercuote nell'arco di pochi anni su quella degli adulti che rivelano antichi disagi, mai superati. Troppe volte gli ex bambini sono impreparati a far parte della società. Si trovano in difficoltà perché non hanno mai combattuto l'arroganza, la presunzione, l'improvvisazione. Sono inconsistenti e raramente accettano la sfida e la strada dell'umiltà e del sacrificio. I bambini vivono tempi accelerati e non adatti ai loro ritmi naturali. Necessitano di strumenti che consentano di annullare gli effetti nocivi dello stress facendo crescere le risorse interiori che vanno costruite fin da piccoli, prima che i disagi diventino endemici e vere e proprie patologie. Poniamo l'ecologia mentale in primo piano.