Crespo porta l’Inter in vetta

E adesso non dite che è arrivato quello dei gol stupidi. Perché Hernan Crespo è capace di gol semplici, elementari ma anche di imprese balistiche raffinate. Come le due frustate rifilate ieri pomeriggio sulla schiena del Chievo. Oppure è abile nel confezionare sigilli beffardi come quello fatto passare tra le gambe di Doni a Roma, mercoledì notte. O ancora di dar vita alla riscossa interista nella supercoppa eseguendo il primo dei quattro squilli di tromba nerazzurri. Come si capisce dal breve elenco, la contabilità di Hernan Crespo è già a quota 4 gol, uno più bello dell’altro, uno più intelligente dell’altro verrebbe da aggiungere. Offrono all’Inter le garanzie richieste per una stagione da vincere su tutti i fronti. Senza Crespo, l’Inter di Mancini, l’armata allestita da Moratti, sarebbe nelle curve, tra la mira discutibile di Ibrahimovic e i ritardi di Adriano.
Crespo è una trovata geniale del mercato interista che non ha vissuto solo di colpi milionari, di pietre preziose acquistate al negozio juventino deciso a liquidare la mercanzia per mancanza di liquidità. Reclutato in prestito, a costo zero, si è ritrovato ad Appiano Gentile dopo aver atteso invano un segnale, un cenno, una telefonata da Braida. Ed è forse questo l’aspetto più divertente e controverso della vicenda di cui dovremo discutere tra due-tre mesi quando valuteremo l’efficienza fisica di Crespo ché di quella tecnica e della sua arte sublime nel fare gol intelligenti e stupidi non c’è mai stato dubbio alcuno. Crespo è stato vicino al Milan, poteva esserci lui e non Borriello tra i quattro attaccanti a disposizione di Ancelotti. Da quelle parti, più di un rimorso è giustificato.