Il Creval macina profitti (+2%) e prevede un fine d'anno in linea

Il gruppo guidato da Miro Fiordi spinge la raccolta e gli impieghi (+6,3%)

Il Credito Valtellinese completa la ristrutturazione (inglobando Bancaperta, Credito piemontese e Banca dell'Artigianato) e chiude i primi nove mesi dell'anno con un utile netto di 44,3 milioni, in crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del 2010. Per la fine dell'anno il gruppo presieduto da Giovanni De Censi e guidato da Miro Fiordi si attende risultati in linea a quelli attuali.
Nel dettaglio a settembre i proventi operativi si sono attestati a 643 milioni (+4%), con margine di interesse in miglioramento del 9,2% mentre gli oneri operativi sono saliti del 2,8% a 427 milioni.
Sul fronte degli aggregati patrimoniali sono cresciuti i crediti alla clientela (+6,3% annuo a 22,9 miliardi) e la raccolta globale (+2,3% a 34,6 miliardi). Il core capital ratio si è portato al 6,7% (6,3% alla fine del 2010). «La perdurante instabilità e le permanenti incertezze dello scenario macroeconomico - avvertono i vertici del Creval comportano prudenti valutazioni in merito all'andamento gestionale della restante parte dell'anno». Il gruppo ritiene tuttavia «prefigurabile la positiva evoluzione degli aggregati patrimoniali e una dinamica reddituale coerente con quella evidenziata nei primi nove mesi dell'esercizio».