Crevalcore, tutti assolti per la strage ferroviaria

Il gup di Bologna assolve l'ad delle ferrovie Moretti e altri 9 imputati per il disastro che causò 17 morti e decine di feriti il 17 gennaio 2005: un treno interregionale si scontrò con un merci. Protesta dei macchinisti

Bologna - Tutti assolti per il disastro di Crevalcore. Assoluzione per non aver commesso il fatto per Mauro Moretti, all’epoca dei fatti amministratore delegato di Rfi, attualmente ad delle ferrovie dello stato, e per tutti gli altri nove dirigenti delle ferrovie che erano finiti imputati per il disastro di Bolognina di Crevalcore, che il 7 gennaio 2005 provocò 17 morti e decine di feriti sulla linea Bologna-Verona nello scontro fra un treno interregionale e un merci. È la sentenza del gup di Bologna Andrea Scarpa a conclusione del giudizio abbreviato. Imputati oltre a Moretti erano Michele Mario Elia, ex direttore tecnico Rfi poi amministratore delegato, Giancarlo Paganelli, dirigente di movimento e sette dirigenti locali. Le ipotesi di accusa erano disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Lo stesso pm Enrico Cieri aveva chiesto l’assoluzione per tutti.

Proteste Davanti al palazzo che ospita gli uffici del gip questa mattina c’è stato un presidio dei macchinisti. "È andata come doveva andare - ha detto l’avvocato Armando D’Apote, difensore di Moretti - le ferrovie italiane, nonostante Crevalcore sono le più sicure e meritavano questo. E Moretti se l’è meritato in particolare". Di avviso opposto l’avvocato di parte civile Desi Bruno: "Siamo molto delusi. Evidentemente la colpa è del macchinista. Una sentenza estremamente riduttiva per come sono andati i fatti. Non sono stati valutati gli aspetti relativi alla sicurezza. Se ci fosse stato il sistema Scmt probabilmente non ci sarebbe stato il superamento del segnale". E l’avvocato Bruno ha comunque annunciato ricorso dopo aver letto le motivazioni della sentenza attese fra 90 giorni.