Crews, il dr House poliziotto che risolve tutti i delitti

Da stasera sul nuovo canale Joi (Mediaset Premium) parte "Life", il telefilm con il fascinoso e cinico Damian Lewis

Milano - Volete trascorrere un dopocena in compagnia di uomini belli, maledetti e geniali? Ci pensa Joi, il nuovo canale del digitale terrestre Mediaset Premium Gallery. Questa sera, subito dopo l'appuntamento delle 21 col magnetico Dottor House, ci presenterà il detective Charlie Crews, protagonista di Life, la nuova serie made in Usa, al debutto in Italia.

Se il primo, come sappiamo, affronta i casi nel suo studio, brandendo un pennarello nero su una lavagna bianca, l'altro scorrazza per le strade di Los Angeles su una macchina costosa, armato di pistola e distintivo. Ma, al di là delle apparenze, Gregory House e Charlie Crews hanno più di qualcosa in comune: sono segugi dal naso fino che non tollerano le regole e devono fare i conti con un passato difficile da digerire. Bisogna aggiungere che l'interprete di Crews, il trentasettenne Damian Lewis, ha occhi blu, faccia «facciosa» e origini anglosassoni, proprio come l'ormai celeberrimo Hugh Laurie alias House. Di primo acchito, il poliziotto sembra l'alter ego positivo del medico, come ha dichiarato lo stesso Lewis in un'intervista alla rivista americana Tv Guide.

È un personaggio trasgressivo perché è gentile persino con gli spacciatori, quanto House è scorbutico con dei poveri malati inermi. Serafico come un maestro di discipline orientali, Crews è un simpatico dongiovanni ingordo di frutta, ed è ricco sfondato. Ma questo suo profilo luminoso si accompagna a un altro ben più oscuro e lo si intuisce fin dal titolo della serie di cui è protagonista. Life in inglese significa vita, quella celebrata dal perenne buon umore di Charlie; ma può voler dire anche ergastolo. Ecco il passato difficile da digerire, l'handicap di questo protagonista. Già nel primo episodio, tramite dei flashback, scopriamo che Crews è appena uscito di prigione, dove stava scontando una condanna a vita per aver massacrato la famiglia del suo migliore amico. Nella sua lacerante odissea, era stato abbandonato dai colleghi, dagli amici, dai genitori e persino dalla moglie che, convinta della sua colpevolezza, lo aveva lasciato e si era risposata. Ma Charlie ha tenuto duro. Con l'aiuto del suo avvocato, la procace Constance Griffiths (Brooke Langton), dopo dodici anni di reclusione è riuscito a far crollare le accuse. Ha ottenuto un risarcimento che gli consente una vita da nababbo e che ora fa amministrare all'amico pasticcione Ted Early (Adam Arkin), un ex consulente finanziario condannato per insider trading.

Tuttavia, ha chiesto al giudice di essere reintegrato nella polizia e ha ottenuto, come gli spettava, la promozione a detective. Infischiandosene dei sospetti e delle invidie dei colleghi, protegge le potenziali vittime di errori giudiziari a colpi di intuizioni geniali; naturalmente, all'insaputa di tutti, indaga anche per scoprire chi l'ha incastrato. Fa squadra con la conturbante brunetta Dani Reese (Sarah Shahi), che si è lasciata alle spalle un periodo da tossicodipendente e mantiene una vita sentimentale degna di Sex and the City. È sempre di malumore, infastidita dalla solarità e dalle stravaganze del collega; ma, entrambi emarginati, si affiateranno.
I primi episodi di Life hanno debuttato a fine settembre sulla Nbc, ben accolti dal pubblico e dalla critica. Il New York Times ne ha esaltato la struttura narrativa, che pur tradendo un po' di lentezza, è solida e accattivante. Variety ha parlato di Crews come di un nuovo House, «per la naturalezza con cui riesce a mettere a disagio le persone che lo circondano». Così i produttori della Universal (la major che di recente ha firmato con Mediaset un accordo di esclusiva) hanno deciso di mettere in cantiere un seguito delle avventure del detective. E chissà che in futuro, per la gioia del pubblico femminile, non decidano di spedirlo a controllare l'alibi di qualcuno al Princeton Plainsboro, facendogli stringere la mano al sempre più misterioso Dottor House.