Cri, Prodi licenzia 48 operatori e mette a rischio i soccorsi

È un effetto della Finanziaria Il segretario Cisl: «Assurdo, a Capodanno attenti a non cadere»

Quarantotto operatori della Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Milano, verranno licenziati tra due giorni. È una «conseguenza dell’applicazione delle norme previste dalla Finanziaria, con pesanti ripercussioni su soccorsi e servizi». È quanto rende noto la Cri in un comunicato. «Nella provincia di Milano - si legge -, la Croce Rossa è presente in 34 Comuni con proprie sedi territoriali e conta su un totale di 44 sedi, in cui lavorano 255 dipendenti a contratto a termine. Con fiducia nel Governo, si era atteso un rispetto dell’impegno che il ministero della Salute aveva assunto con l’Amministrazione nazionale della Croce Rossa e con le organizzazioni sindacali, ma il Consiglio dei ministri del 27 dicembre non ha prodotto l'attesa deroga specifica per i lavoratori a tempo determinato della Cri, assunti a copertura di Convenzioni attive».
Il Comitato provinciale di Milano, precisa la nota, attraverso il suo presidente Alberto Bruno e gli uffici di direzione, ha «da subito disposto una ricognizione delle necessità per tentare il massimo della riduzione del danno. In questi anni, per poter fornire servizi sociali, di soccorso sanitario e di protezione civile, in particolare nelle fasce orarie diurne dei giorni feriali in cui non si può contare su molti volontari visto che le persone sono al lavoro, la Cri ha assunto personale a contratto a fronte di convenzioni con altri enti, in cui rientrano nei termini economici, anche le retribuzioni dei dipendenti Cri». Tale condizione, commenta la nota, fa sì che la Cri «non debba pagare gli stipendi del personale con propri fondi. Questo personale non incide né sui contributi dello Stato, che paga invece gli stipendi del personale di ruolo, né sulle donazioni, con cui vengono acquistati beni d'uso per le missioni e viene supportata l'attività della Cri in favore delle fasce di popolazione più debole».
«Può trovare giustificazione morale, oltre che logica - ci si chiede nel comunicato - il licenziamento di lavoratori assunti per far fronte allo svolgimento di un lavoro che funziona, che non produce passivi e ha un alto valore sociale e di pubblica utilità? No, ma è ciò che sta accadendo nella Cri rimasta “vittima” della Finanziaria e con essa le case di riposo, i Cse e i diversi centri riabilitativi dove si svolgono le attività psicosociali di recupero, in cui l'assenza del personale dedicato al trasporto disabili finirà per creare danno alle migliaia di pazienti che vengono soccorsi e trasportati con ambulanze e mezzi vari dalla Cri e ai cittadini in stato di bisogno a quali sarà ben difficile far capire che il loro disservizio si deve ad una scelta burocratica. Non resterà che rivolgersi ai privati e aprire il borsellino».
Dura anche la reazione della Fps Cisl: «Un quinto dei lavoratori precari - commenta il segretario generale Umberto Magnoni - sarà licenziato, si deve alla decisione del governo di non prorogare i contratti in scadenza. Una decisione sbagliata, grave e assurda che mette a rischio il trasporto disabili e, soprattutto, l'intervento di emergenza del 118. Il risultato è che i milanesi, in caso di bisogno, dovranno rivolgersi ai servizi di ambulanza privati, pagando di tasca propria. Mai come quest'anno bisognerà stare attenti a non farsi male nella notte dell'ultimo dell'anno!».