Criminalità, la metà dei cittadini ha paura

Quasi la metà dei cittadini laziali, esattamente il 47%, considera poco sicuro il comune in cui vive, uno su tre colloca la mancanza di sicurezza al primo posto nella amara lista delle preoccupazioni quotidiane.
È una condizione diffusa di disagio quella che emerge da un’indagine sulla percezione di sicurezza dei cittadini del Lazio, realizzata dall’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione. Dalla ricerca, condotta su un campione di 1.350 cittadini laziali, è emerso che quasi la metà degli intervistati avverte la criminalità come un problema che si è aggravato nel tempo. «Il 42% - ha detto Enzo Ciconte, presidente dell’Osservatorio - è convinto che la criminalità sia aumentata nella propria zona di residenza rispetto al resto d’Italia». Il bollino nero spetta in particolare alle province di Frosinone e Latina: il 54% dei residenti in queste zone ritiene che vi siano infiltrazioni della criminalità organizzata nella propria zona, legate soprattutto al traffico di droga.
La maggior parte dei cittadini dunque convive con il timore di scippi e rapine, di spaccio di sostanze stupefacenti, di atti di vandalismo. Spesso capita che di fronte a un sopruso non si sappia a chi rivolgersi o si sia nell’impossibilità di farlo. In alcuni casi poi è il senso di sfiducia verso le istituzioni a trionfare: il 40% di chi è stato vittima di un reato ha dichiarato di non aver sporto denuncia, perché convinto che le forze dell’ordine non avrebbero potuto fare nulla.
Per aiutare i cittadini che si sentono abbandonati a loro stessi, servono misure concrete: l’assessore regionale alla sicurezza Daniele Fichera, alla luce dei dati emersi dall’indagine, ha lanciato la proposta di creare degli «sportelli per le vittime di reati». Tra le possibili funzioni utili ai cittadini in difficoltà: la duplicazione di documenti rubati; il ripristino di infissi e serrature; il supporto psicologico e l’anticipo di denaro contante a chi è stato derubato. Un progetto che non vuole essere campato per aria. L’assessore regionale alla sicurezza ha dettato i tempi: «A settembre i comuni saranno convocati per definire le proposte relative a questi sportelli. Entro il 2008, dovranno presentare dei progetti concreti».