La criptica filosofia di Paolo Bonolis

È in libreria il thriller Il ricercatore di emozioni (La lepre edizioni) di Marco Cesati Cassin, «studioso di fenomeni legati al destino, alle coincidenze e alla sfera spirituale», come recita la quarta di copertina. Volto noto per aver partecipato alla trasmissione Il senso della vita, il neo-autore si giova della prefazione di Paolo Bonolis. Il presentatore la butta sul filosofico duro: «Da secoli ormai l’Uomo ha smarrito l’istinto a favore della ragione... così la vanità del pensiero razionale ha ucciso la purezza della conoscenza eterna e collettiva dell’istinto... La ragione e la logica nel tempo hanno saputo sedurre grazie alla scientificità delle risultanti empiriche e così la madre della scienza e della tecnologia ha partorito colposamente una figlia impropria: la verità! L’Istinto è stato sepolto e le sue grida sono sempre più flebili e inascoltate. Ma la scienza e la ragione, che crediamo empiricamente dedotte, in realtà sono indotte da quei vizi di forma che la natura umana ha sviluppato nei tempi. Di contro la vera madre della nostra vita, quell’eterno istinto che ci ha formato e con noi si è formato dall’alba del nostro cammino, non ha bisogno di riprove per affermare la sua verità poiché la nostra stessa vita ne è la prova assoluta. Ma l’uomo e la sua sposa più esigente, la vanità, questo non lo possono tollerare perché la ragione la si può manipolare, l’istinto no: altrimenti come si fa a barare?». Scusa Paolo, ma che vor dì?