Criscito: «Più attenzione ai calci da fermo»

Adailton sulla destra, Greco punta centrale, Fabiano a sinistra. Ecco il possibile tridente che domenica Gian Piero Gasperini potrebbe proporre contro l'Arezzo.
Ieri le prove a Pegli in alcune partitelle con i giovani della Primavera, prove alle quali faranno seguito quelle di oggi rigorosamente a porte chiuse.
Dunque l'allenatore rossoblù punta all'avanzamento del brasiliano, ex di turno, e all'impiego a centrocampo al suo posto del giovane Botta. Sembra aver perso quota invece l'ipotesi Rossi, giocatore su cui il tecnico di Grugliasco crede si debba anche investire in un ruolo di copertura peraltro già svolto brillantemente dall'attuale capitano del Genoa.
Il resto della formazione dovrebbe essere il solito con la coppia di centrocampo Milanetto Coppola e la difesa a tre, miscela di giovani ed esperti con Bega, De Rosa e Criscito.
E proprio al giovane difensore è toccato ieri mostrare la propria grinta anche fuori dal campo per caricare la squadra in vista dell'impegno domenicale. «Dobbiamo stare più attenti sui calci da fermo - ha commentato il giocatore reduce dalla sconfitta con la nazionale azzurra under 20 - con il Lecce siamo stati ingenui». Ed ecco così tutto il suo carattere. «L'imperativo è restare concentrati - sottolinea Domenico Criscito - L'Arezzo non ha mai vinto e verrà al Ferraris per fare punti. Loro sono bravi a chiudersi - aggiunge il giovane difensore - quindi dovremo aggredirlo sulle fasce».
Poi l'attenzione scivola sulla sua bella storia nelle giovanili rossoblù. «Onofri mi ha preso sei anni fa dal mio paese - ha dichiarato il difensore originario di Cercola in provincia di Napoli - Se sono dove sono oltre a lui devo ringraziare Corradi e Chiappino che mi hanno seguito molto. Quindi c'è stata l'esperienza nella Primavera della Juventus dove ho vinto un torneo di Viareggio e un campionato. Ora indosso questa maglia e voglio fare bene con il Genoa. Poi si vedrà».
Non sarà un gran parlatore, ma dalle sue dichiarazioni Criscito fa capire di sapere il fatto suo. Qualcuno parla di un nuovo Panucci, altri di un giovane Maldini lui sorride e dice «non esageriamo» puntualizzando solo che il suo cognome va pronunciato con l'accento sulla prima 'i' e non sulla seconda 'i'. Poi il sorriso e la corsa sul prato di Pegli. E lì che preferisce parlare.