Crisi, Almunia: "Ue a rischio nuove emergenze"

La crisi è solo all'inizio e l'Europa si aspetta che da un momento
all'altro anche nei Paesi della zona euro possa scoppiare l'emergenza. Occhi puntati su Paesi come Italia e Grecia che non hanno consolidato le finanze pubbliche. Almunia: "Pronti ad adottare qualunque misura"

Bruxelles - La crisi è solo all'inizio, e l'Europa si aspetta che da un momento all'altro anche nei Paesi della zona euro possa scoppiare l'emergenza: a lanciare l' allarme oggi è il commissario agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, che ammette: "Sì, possiamo aspettarci altre crisi in Europa, anche nella zona euro, ma siamo attrezzati per contrastarle".

I Paesi nel mirino Tra le preoccupazioni di Almunia, "Paesi come Italia e Grecia" che non hanno consolidato le finanze pubbliche prima della crisi. E intanto la Bce si prepara ad abbassare ancora i tassi per contrastare la recessione. "Non escludo che vi possano essere problemi anche nella zona euro, li abbiamo già", ha detto Almunia nel suo intervento al forum trasatlantico organizzato dal German Marshall Fund a Bruxelles. "Ma - ha spiegato - abbiamo anche gli strumenti tecnici e politici per risolverli, e per non lasciare che la crisi diventi una questione a cui non ci si può opporre". Tra le preoccupazioni del momento, spiega Almunia, vi sono "quei Paesi Ue che non hanno consolidato le finanze pubbliche prima della crisi, come Italia e Grecia, i due esempi più conosciuti", dove il debito pubblico è tra i più alti d'Europa.

Debiti pubblici in crescita Ancora più preoccupanti quegli Stati membri "dove il debito pubblico cresce molto rapidamente a causa degli sforzi per il sostegno alle banche e allo stimolo fiscale". Bruxelles non esclude, al momento, un possibile aumento dei pacchetti di stimolo per gli Stati membri: "Considerata l'incertezza di questi tempi l'aumento non si può escludere", ha aggiunto il commissario. E una tale decisione, ha spiegato, si potrà prendere al prossimo G20 di Londra dove tutti sono già in allerta: "Siamo pronti ad adottare qualunque misura per reagire alla recessione ed evitare che la situazione si aggravi". Anche se ora, ha precisato, occorre prima di tutto valutare le misure fin qui prese. Il commissario ha poi ricordato che la Ue ha già "messo a punto piani di salvataggio per l'Ungheria, la Lettonia e con la Romania sono stati avviati i negoziati", e anche se "possiamo aspettarci crisi in altri Paesi fuori dall'euro, siamo attrezzati per affrontarle". Intanto la Bce fa sapere che si tiene pronta ad abbassare ancora i tassi per contrastare la recessione. "I tassi - ha detto oggi a Bruxelles Axel Weber, membro del board - sono all'1,5% nell'area euro e stanno scendendo".

Almunia corregge il tiro Sulle parole pronunciate ieri dal commissario Ue per gli Affari economici, Joaquin Almunia, sono stati scritti oggi su alcuni quotidiani articoli "tendenziosi". "Almunia non ha detto quello che scrive oggi questo giornale", ha precisato il suo portavoce, notando che tra l’altro quanto affermato nel titolo non trova riscontro nel testo. Il commissario, ha aggiunto il suo portavoce, "ha detto che ci sono alcuni Paesi che nel passato non hanno fatto gli sforzi necessari per mettere le loro finanze pubbliche in una situazione più sostenibile e oggi hanno quindi un debito molto elevato, che riduce gli spazi di manovra" disponibili per interventi anticrisi". "Non c’è nulla di nuovo, in quanto già più volte detto in passato dal commissario". "La situazione è già abbastanza grave e i mercati sono abbastanza nervosi - ha concluso il portavoce - e non c’è quindi proprio necessità di alimentare tensioni".