Crisi andina, Caracas mobilita l'esercito

Cresce la tensione. Il Venezuela ha dispiegato il 90% delle truppe al confine con la Colombia. Correa: "La violazione dell'Ecuador è un problema regionale"

Caracas - "Uribe è uno psicopatico". Arrivato in Brasile dal Perù, il presidente dell’Ecuador Rafael Correa ha avuto un incontro con il collega Luiz Inacio Lula da Silva, impegnato a cercare di risolvere pacificamente la crisi nata tra Quito e Bogotà. Difficile, tuttavia, trovare la pace proprio nel giorno in cui il ministro della Difesa venezuelano, Gustavo Rangel Briceno, ha annunciato l’invio di truppe lungo la frontiera con la Colombia.

Frontiere militarizzate Tra l’85 e il 90 per cento delle truppe è stato dispiegato lungo il confine con la Colombia. Il generale Jesus Gonzalez Gonzalez ha precisato che la maggior parte dei soldati è stata inviata negli Stati di Zulia, Tachira and Apure. I media locali già parlano di "crisi andina": a farla scoppiare l’offensiva militare dell’esercito di Bogotà, effettuata sabato scorso sul versante ecuadoriano della frontiera con la Colombia, in cui è rimasto ucciso Raul Reyes, uno dei massimi dirigenti delle Forze armate rivoluzionarie di Colombia. L’operazione ha suscitato le proteste di Venezuela ed Ecuador, che ieri hanno interrotto le relazioni diplomatiche con Bogotà e schierato alcuni battaglioni al confine con la Colombia.

Correa: "Uribe è uno psicopatico" "La violazione del territorio ecuadoriano rappresenta un problema regionale", spiega Correa definendo il presidente colombiano "uno psicopatico". "Dopo l’attacco all’Ecuador, Uribe può bombardare qualsiasi Paese - sostiene - Dobbiamo estirpare il male alla radice, per il bene di tutta la regione, altrimenti i prossimi bombardamenti saranno in Brasile, Perù, Panama, con la scusa che in questi Paesi ci sono terroristi". Dopo la tappa in Brasile il giro di Correa per raccogliere consensi lo porterà in Venezuela, nella Repubblica Dominicana, a Panama e in Nicaragua.