Crisi aperta al Comune di Portovenere

da Porto Venere

È crisi aperta per l'amministrazione comunale di Porto Venere dopo l'ultimo consiglio comunale in cui era in approvazione il bilancio preventivo. Un consigliere di maggioranza (Vinicio Ceccarini in quota Verdi) ha votato contro ed è passato nei banchi dell'opposizione, mentre il gruppo di Rifondazione Comunista (la maggioranza dentro la maggioranza) ha votato favorevole solo per spirito politico che tradotto vuol dire: «abbiamo votato e favore per non far cadere oggi la giunta».
Il primo cittadino, Salvatore Calcagnini, sminuisce l'accaduto: «Si è rivelata la necessità di una verifica molto attenta e profonda perché la coalizione ha bisogno di un nuovo dinamico impulso per conseguire gli obiettivi, tutt'ora validi, che si è data», ma il fatto oggettivo è che la giunta è in crisi, in caduta libera, con l'assessore al bilancio Gianfranco Vecchio (Comunisti Italiani) che ha esordito nel suo intervento con la frase: «non so quanto sarà ancora assessore».
Durissima la reazione delle opposizioni che hanno attaccato duramente su tutti i fronti, sia parlando del «malgoverno» nei lavori pubblici, sia sparando a zero su quello, che a tutti coloro che l'altra sera erano a seguire la seduta di consiglio, è apparsa come una frattura insanabile.
«Ora abbiamo visto che c'è una crisi gravissima in corso - dice Brunella Maietta, commerciante e rappresentante del centrodestra - e non hanno più modo di nasconderla, non si è mai visto il gruppo di maggioranza andare contro alla giunta senza farla cadere, non parliamo poi della cacciata di un consigliere».
Il bilancio di Porto Venere, dopo cinque ore di consiglio comunale, dopo l'annuncio a freddo (neppure il resto della maggioranza lo sapeva) dell'assessore all'urbanistica Fabio Carassale: «dichiariamo di non partecipare alla discussione sul bilancio, votiamo solo per spirito di responsabilità, serve una verifica programmatica all'interno della lista Una Comunità Unita», e dopo l'uscita dei verdi, è passato, ma non certo è passata la crisi politica che è ancora tutta da affrontare, anche se sin dopo le elezioni amministrative in corso non ci saranno «scelte fondamentali».