Crisi: in arrivo 8 miliardi per la cassa integrazione

&quot;Ne parleremo mercoledì e giovedì a Palazzo Chigi&quot;, annuncia.il ministro dell’Economia Tremonti. Secondo Brunetta &quot;bisogna riformare gli ammortizzatori&quot;. E il segretario della Cisl Bonanni attacca la Cgil sui contratti: &quot;Serve senso di responsabilità&quot;<br />

Roma - A pochi giorni dal tavolo con Confindustria e sindacati, compatti nell’invocare più risorse, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato una nuova iniezione a favore della cassa integrazione, 8 miliardi in più destinati agli ammortizzatori sociali. «Ne parleremo mercoledì e giovedì a Palazzo Chigi», ha sottolineato Tremonti a margine della registrazione di “Che tempo che fa”.

Servono riforme A confermare l’attenzione del governo al tema è anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che ritiene necessaria una riforma dell’intero sistema degli ammortizzatori, assicurando a tutti i lavoratori gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri. Secondo Brunetta, infatti, la cassa integrazione deve essere garantita a tutti allo stesso modo (non creando “figli e figliastri, vedi Alitalia”), ma allo stesso tempo non deve essere utilizzata dai lavoratori come alibi per permettersi “un secondo lavoro in nero”. “Bisogna responsabilizzare il lavoratore che, quando va in cassa integrazione, ha l’obbligo di riqualificarsi, in modo da avere un’altra chance per un altro lavoro”, sottolinea.

Contratti «Spero che recuperino senso di responsabilità». Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, non lesina critiche alla Cgil parlando del progetto di riforma del modello contrattuale, uno dei temi al centro dell’incontro di giovedì prossimo tra governo e parti sociali. “Stare insieme e lavorare tutti insieme vale per la politica, vale per il sociale, vale per imprenditori e lavoratori - ha sottolineato nel corso di “Domenica In” - significa riuscire a essere più efficaci e dare più sicurezza alla gente”. L’esito della trattativa sul rinnovo dei contratti, che finora ha visto la Cgil distaccata rispetto alle altre organizzazioni sindacali, dunque «dipende dal sindacato guidato da Guglielmo Epifani. “Abbiamo discusso e discusso - ha proseguito Bonanni - vedremo, faranno la loro valutazione, tutti sanno cosa abbiamo fatto e cosa vogliamo fare, anche loro lo sanno”.

La Cgil non ci sta Quanto alla riforma del modello contrattuale, il segretario confederale della Cgil, Susanna Camuso, punta il dito contro il comportamento assunto dall’esecutivo nel pubblico impiego. “Bisogna ricordare che il governo, nella veste di datore di lavoro, ha modificato unilateralmente le regole contrattuali e di rappresentanza”, ha detto. Sul fronte del settore privato “le posizioni in campo - afferma - sono note. Se il governo pensa che il merito è di Confindustria, allora non capisco cosa ci sia da mediare” e “comunque la riforma dei contratti non è la priorità, servono piuttosto azioni a sostegno dell’economia”, conclude.