Crisi, Bankitalia, previsioni nere. Pil 2009 -2,6% Cassa integrazione boom. A febbraio +553,17%

Crisi, Bankitalia taglia le stime del pil per il 2009: dal -2.0 per cento si scende al -2.6 per cento. La stima arriva dal vicedirettore generale di Bankitalia, Ignazio Visco. Sacconi: &quot;Credo che sia difficile fare previsioni sul pil&quot;. Inps a febbraio<strong><a href="/a.pic1?ID=333330"> cassaintegrazione +553,17 per cento</a></strong>. Consumi, <strong><a href="/a.pic1?ID=333321">il 2009 parte male: a gennaio -4,6%</a></strong> 

Ostia - Crisi, Bankitalia taglia le stime del pil per il 2009: dal -2.0 per cento si scende al -2.6 per cento. La stima arriva dal vicedirettore generale di bankitalia, Ignazio Visco, intervenuto alla cerimonia di consegna dei Master di II livello in Economia Pubblica alla sapienza. Visco ha ricordato come nel Bollettino Economico di gennaio Bankitalia "indicava una flessione per il 2009 pari al 2% e una ripresa della crescita allo 0,5%". "In realtà - ha aggiunto il banchiere centrale - i dati pubblicati dall’Istat sono risultati per questo trimestre ancor più negativi, riflesso di una sottostima nel modello dell’evoluzione della domanda mondiale. Tenendone meccanicamente conto e mantenendo il profilo di graduale ma continua uscita dalla crisi implicito nell’esercizio previsivo di gennaio, si vede come da una caduta del Pil del 2% si passi per quest’anno a una caduta del 2,6%". La revisione delle stime sul Pil del 2009, è stata prodotta dal fatto che gli ultimi dati Istat sulla crescita nel quarto trimestre 2008 (diffusi a metà febbraio) non erano disponibili al momento della pubblicazione dell’ultimo Bollettino economico di Palazzo Koch, il 15 gennaio.

Coordinamento internazionale
"Fino a quando la crisi non si è pienamente manifestata, fino a quando non si è affacciata la paura di sviluppi drammatici e gravissimi nei mercati finanziari - ha proseguito Visco - sono mancati il coordinamento a livello internazionale e la capacità di introdurre misure volte a contrastare l’accumularsi sempre più intenso degli squilibri delle bilance dei pagamenti e gli effetti di un aumento fuori proporzioni della liquidità internazionale. Nel futuro - l’invito di Bankitalia - occorrerà dunque rafforzare gli sforzi in questa direzione, trovando anche forme appropriate per tradurre in azione, in forme maggiormente vincolanti, gli interventi stabiliti nelle istituzioni preposte alla sorveglianza dell’ economia internazionale".

Sacconi: "Difficile fare previsioni sul pil" "Credo sia difficile per chiunque fare previsioni sul pil in una situazione condizionata dal quadro globale. Certamente le preoccupazioni che abbiamo sono un motivo in più per tenere sotto controllo la finanza pubblica". Lo ha detto il ministro del lavoro, maurizio sacconi, interpellato sulla previsione di Bankitalia.

Sistema fragile
La situazione del sistema bancario italiano è "tuttora fragile e c’è ancora il pericolo che ci siano maggiori perdite connesse con la crisi economica. Su questo stiamo facendo delle analisi di scenario per valutare l’effetto della crisi sulla redditività delle banche". Così Stefano Mieli, direttore dell’area vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, parlando ad un convegno organizzato dalla Guardia di Finanza.

L'allarme di Bankitalia "In italia - ha aggiunto Mieli - l’effetto della crisi è stato meno intenso rispetto ad altri paesi per un adeguato sistema di tutela dei depositi, per la raccolta stabile, per la scarsa incidenza dei fattori esporti alla crisi internazionale, per una vigilanza prudente e per un sistema di regole rigoroso". "Le banche italiane - ha continuato Mieli - pur risentendo delle turbolenze, hanno retto meglio alla crisi. Tuttavia, il protrarsi delle incertezze e il deteriorarsi della congiuntura espongono le banche ai rischi di peggioramento dei risultati economici e della situazione patrimoniale". Secondo gli ultimi dati a disposizione, infatti, si delinea un aumento delle sofferenze e delle rettifiche dovuto ad un peggioramento dei rischi connessi alla concessione del credito. Il credito alle imprese, secondo il direttore centrale di Bankitalia, "sta decrescendo in modo significativo e gli ultimi dati ci dicono che c’è stato un forte calo della domanda e anche una tendenza al rallentamento dell’offerta".