Crisi, Berlusconi: "Aiuti nei limiti di bilancio"

Il premier: &quot;Governo aperto a cogliere ogni suggerimento&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=336743">Pronto il dl sul piano casa</a></strong>: Berlusconi vede Napolitano. <strong><a href="/a.pic1?ID=336746">Bossi punta sulle pmi</a></strong>: &quot;Investire o chiuderanno&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=336740">Epifani dà i numeri</a></strong>: &quot;Già perso un milione di posti di lavoro&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=336741">Traballa anche il palco del Primo maggio</a></strong>

Podgorica - Almeno per un giorno, impegnato nella sua prima visita in Montenegro, di politica interna non vorrebbe parlare. Perché, spiega in una conferenza stampa congiunta con il premier Milo Djukanovic, «l'obiettivo di questo incontro è stringere importanti rapporti commerciali» sul fronte energetico e dei trasporti e far sì che l'Italia diventi «il secondo Paese investitore» dopo la Serbia. Da Roma, però, rimbalzano le richieste della Confindustria e le aperture di Umberto Bossi («le piccole imprese vanno aiutate») e alle porte c'è il faccia a faccia di oggi pomeriggio con il presidente degli industriali Emma Marcegaglia. Alla fine, dunque, Silvio Berlusconi cede all'insistenza dei cronisti e concede una flebile apertura, ben consapevole dei vincoli di bilancio e del rigore con cui Giulio Tremonti difende i conti dello Stato.

«Il governo - spiega il premier - è aperto a cogliere tutti i suggerimenti che vengono dagli operatori, sempre che il bilancio dello Stato ne dia la possibilità». Un modo per dire che si farà il possibile ma che i margini sono davvero stretti, tanto che Berlusconi definisce quello di oggi con la Marcegaglia «uno dei tanti incontri tra chi ha responsabilità di governo e chi è in trincea». Come quelli, aggiunge, «con i commercianti, con gli agricoltori o con gli artigiani». Insomma, ognuno ha il proprio ruolo e se quello di chi rappresenta la frontiera del lavoro è difendere i propri interessi, quello di chi governa è farsi carico dell'interesse generale. Peraltro, aveva detto Berlusconi a Cernobbio domenica scorsa, contro la crisi l'esecutivo ha già garantito alle imprese «soldi verissimi» grazie alle misure per l'auto e del credito al consumo, nonché ai 9 miliardi stanziati per gli ammortizzatori sociali. Insomma, il punto è capire cosa davvero chiede oggi la Confindustria. Delle stime rese note ieri dalla Cgil sull'andamento dell'economia e dell'occupazione, invece, il premier preferisce non parlare. «Non le conosco - spiega - e quindi non posso commentarle».

Sul fronte dei rapporti bilaterali con il Montenegro, Berlusconi conferma «pieno appoggio» al percorso di integrazione nell'Unione europea e nella Nato, «unica soluzione possibile per i problemi di stabilizzazione dei Balcani». Anche se, ammette, «in questo momento con la crisi economica c'è preoccupazione da parte dei Paesi membri per un ulteriore allargamento» che comporterebbe una «diminuzione dei contributi» che ogni Stato riceve dalla Ue. L'allargamento, aggiunge però il presidente del Consiglio, porta «tali vantaggi politici per la cooperazione tra Paesi e per la pace che queste preoccupazioni possono essere superate».

Il Cavaliere si dice invece convinto che in Montenegro vi sia «spazio» per un «aumento degli investimenti delle aziende italiane» perché si tratta di un «Paese che ha molte possibilità di sviluppo». Per questo «ho garantito che le nostre aziende più importanti saranno presenti nelle prossime gare d'appalto», soprattutto «nei settori dell'energia e dei trasporti». D'altra parte, è stato lo stesso Djukanovic a «dire chiaramente che gli investimenti italiani sono assolutamente benvenuti». Tanto che solo nell'ultimo anno «l'interscambio commerciale» tra Roma e Podgorica «è cresciuto del 65%». In particolare, spiega il premier del Montenegro, «si sta discutendo di una collaborazione su tre progetti». La ricostruzione della linea ferroviaria, la parziale privatizzazione dell'ente energetico e la costruzione del cavo sottomarino che collegherà Italia e Montenegro.
Insomma, una visita all'insegna dei buoni rapporti. Seguita da un faccia a faccia con il presidente Pilip Vujanovic e un incontro con degli studenti di italiano all'Università di Niksic a cui recita alcuni versi di Dante («Guido, i' vorrei che tu, Lapo ed io...»). A conferma del clima di cordialità, Berlusconi si ferma a cena (allietata da una pianola elettronica) e resta ospite di Djukanovic nella residenza di Stato di Villa Gorica anche per la notte. Oltre a concedersi qualche battuta sull'età e sull'altezza. «Non avevo mai visto il Montenegro - racconta - ma l'abbraccio della catena montuosa che circonda Podgorica non l'ho trovato in nessuna altra parte del mondo. Djukanovic dice che le nostre relazioni diplomatiche sono iniziate ben 130 anni fa e ha ragione. Ma anche se sono vecchio io a quel tempo non c'ero...». Poi, l'auspicio: «Confido che sarà confermato alle prossime elezioni». «Mentre io - conclude ridendo - affronterò in modo coraggioso il divario di 25 centimetri che mi separa da lui».