Crisi, Berlusconi: "Ho fatto quello che dovevo Adesso spetta al Parlamento decidere"

Ieri Napolitano ha strigliato maggioranza e opposizione. E Berlusconi risponde: "Entro venerdì sera
dovevo fare un decreto che spostasse dal 2014 al 2013 il pareggio del bilancio. Ora tocca alle Camere". Ma ha un rimpianto: "Se avessi avuto il 51% dei voti non avrei dovuto compromettere tutte le decisioni con i componenti della maggioranza"

Milano - "Io ho fatto ciò che dovevo per evitare una grande crisi dei nostri titoli, ora tocca al Parlamento". Silvio Berlusconi torna a parlare della manovra e lo fa alla fine del trofeo che porta il nome del padre Luigi e che ogni anno vede sfidarsi al Meazza Milan e Juventus.

"Il mio unico torto? Non avere il 51% dei voti" "Per ottenere l’intervento sui mercati della Banca centrale europea mi è stato detto che entro venerdì sera dovevo fare un decreto che sposti dal 2014 al 2013 il pareggio del bilancio - ha ricostruito Berlusconi - siamo riusciti in quattro giorni ha trovare l’accordo tra i partiti della maggioranza". Poi una frecciatina alla Lega: "Il mio grande torto - ha detto - è stato di non riuscire a farmi dare il 51% dagli italiani quindi devo compromettere tutte le decisioni con i componenti della maggioranza".

"Ora tocca al Parlamento" "Il decreto - ha continuato il premier - doveva arrivare venerdì sera perchè la Bce ha chiesto sabato e domenica per raccordarsi con tutte le banche di stato europee e vedere se lunedì poteva intervenire sul mercato. Lunedì la Bce è intervenuta sul mercato delle nuove emissioni e sul mercato secondario dove abbiamo 1750 miliardi di euro. Quindi, quello che dovevo fare l’ho fatto, ora il decreto è in Parlamento e il Parlamento deciderà". E spetta alle Camere anche decidere sul contributo di solidarietà, che ha scatenato le proteste dei calciatori: "Per un contributo dovuto da chi guadagna molto e i giocatori guadagnano moltissimo, ora vedremo cosa farà il Parlamento.