Crisi, Berlusconi: "Interverremo sugli stipendi"

Il premier: faremo ciò che i conti renderanno possibile. A Veltroni: "Dalla sinistra frottole insulse, si riposi perché governeremo 5 anni. Di Pietro? Uomo malvagio". Governo al 72% di gradimento: "Per tutti i sondaggi abbiamo una maggioranza più grande di quella delle elezioni"

Roma - Due annunci, tanto per cominciare. Il primo: il governo sta studiando un intervento «a favore delle retribuzioni», compatibilmente con ciò che «i conti pubblici renderanno possibile». Il secondo: il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese potrebbe anche crescere, rispetto ai 600 milioni di euro su cui si sta ragionando. Silvio Berlusconi affonda il colpo, anche sul fronte politico. E parte con un «consiglio» al principale esponente dello schieramento avverso, alias Walter Veltroni: «Si rassegni, si riposi e ci lasci lavorare». Poi commenta la manifestazione al Circo Massimo: «Quella in piazza era la sinistra delle frottole, delle invettive e delle calunnie». A seguire, replica a chi afferma che l’Italia è migliore di chi la guida: «Insulsaggine». Infine, un punto fermo: sulla scuola «andiamo avanti», anche perché le critiche piovute sul decreto Gelmini «sono strumentali».

Ecco i punti chiave. Ecco come il premier risponde alla piazza, al Pd e al suo leader. E così, dopo la missione in Cina, dove ha preso parte al vertice economico euroasiatico, il Cavaliere approfitta del suo rientro a Roma per togliersi, diciamo così, parecchi sassolini dalle scarpe.

«Non sono riuscito a vedere la manifestazione - attacca, iniziando dal fronte caldo della protesta - ma ho solo letto le dichiarazioni della Questura e davvero non posso che dire che quella in piazza è la sinistra delle frottole, delle invettive e delle calunnie». Per carità, aggiunge, è stata «democratica», tanto da non avere «nulla da eccepire» eccetto che sulle cifre. «Ma la più grande manifestazione democratica c’è stata il 13 e il 14 aprile alle urne», sottolinea, quando «il Paese ci ha dato una grande maggioranza». Insomma, Veltroni «si rassegni», dato che «ha perso le elezioni e per 5 anni non c’è più niente da fare». Intanto, però, «farebbe bene a riposarsi». Così «avrebbe più tempo per prepararsi a fare una bella campagna elettorale e ci lascerebbe lavorare meglio e con più profitto per gli italiani». E poi, scandire come slogan dal palco che il nostro Paese sia migliore di chi lo governa rappresenta una «insulsaggine», a cui «neanche replico». D’altronde, fa notare, «con questa opposizione che sfortunatamente ci troviamo avremo il solito rapporto. Se vorranno unirsi a noi per votare i provvedimenti nell’interesse del Paese sono i benvenuti, se hanno suggerimenti utili saremo noi a votare i loro provvedimenti. Ma si tratta di un sogno. Finora, solo critiche infondate». Rimanendo in tema Pd, il premier spera poi che non ci sia un «ricompattamento» con l’Italia dei Valori. Perché Di Pietro è «un uomo malvagio», che «ha mandato in galera 15 persone innocenti, rovinando la vita delle loro famiglie. Mettersi con un uomo che sbraita in questo modo, in maniera forsennata e irragionevole, credo vada a tutto disdoro di chiunque lo facesse».

Forte del suo «72% di gradimento», il presidente del Consiglio si dice inoltre convinto che governerà per cinque anni. E «loro», aggiunge, riferendosi agli esponenti del Pd, «continuino pure a sgambettare in tv». Insomma, «andiamo avanti», spiega Berlusconi, che punta l’indice su chi ha «usato strumentalmente» la scuola: «Pensate all’università, dove non abbiamo ancora fatto nulla e già hanno mosso critiche e studenti sulle strade, con strumentalizzazioni difficilmente definibili».

Si passa alla crisi economica. E il Cavaliere annuncia: «Stiamo lavorando per fare ciò che i conti pubblici renderanno possibile, anche per le retribuzioni». In merito poi all’impegno a favore delle piccole e medie imprese, ricorda che «il governo sta già lavorando per sostenerle», aggiungendo: «Questa settimana approfondiremo, con il ministro dello Sviluppo economico e con il ministro del Tesoro» la questione relativa al fondo di sostegno. E «la cifra fatta da Scajola», ovvero 600 milioni di euro di intervento, «può essere aumentata». E sui sindacati sottolinea: «Con loro rapporti sempre cordiali».

In serata, Berlusconi ha anche racconta ai cronisti quanto sia rimasto colpito da Astana, la nuova capitale del Kazakhstan costruita in 8 anni. A chi, per scherzo, chiede al premier se non provi un po’ di invidia, il premier risponde: «Se costruissi una nuova capitale Veltroni avrebbe ragione a parlare di dittatura...».