Crisi, Berlusconi: l'opposizione ci dia una mano Ma la sinistra fa muro: "Niente collaborazione"

Arriva il dl anticrisi. L'appello del premier: <strong><a href="/a.pic1?ID=309781">&quot;L’opposizione ci dia
una mano nell’interesse di tutti&quot;</a></strong>. Ma dal Loft arriva un secco no. Apre Di Pietro: &quot;Propositivi in Parlamento&quot;. Casini: &quot;Faremo la nostra parte, ma serve più coraggio&quot;. E Bossi ribatte: &quot;Non ci sono soldi, Tremonti ha fatto miracoli&quot;

Roma - Arriva il dl anticrisi. Negli uffici tecnici di via XX Settembre è stato confezionato il pacchetto che tirerà il Belpaese fuori dalla recessione. Un pacchetto che necessita del supporto di tutta la politica affinché sia veramente proficuo per il sistema Paese. Proprio per questo, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha lanciato l'appello all’opposizione affinché dia una mano al governo "nell’interesse di tutti". Ma dal Loft arriva un secco no: "Niente collaborazione a cose fatte". Aprono, invece, il leader Idv, Antonio Di Pietro ("Propositivi in Parlamento") e il centrista Casini garantendo che l'Udc "farà la propria parte" ("Ma serve più coraggio"). Ma il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, ribatte: "Non ci sono soldi, Tremonti ha fatto miracoli".

Il Pd alza il muro Alla proposta del premier i democratici dicono "no". Porta chiusa al Loft. Neanche uno spiraglio. Tutto serrato. "Abbiamo avanzato le nostre proposte in Parlamento senza ottenere nessun riscontro da parte del governo, oggi è paradossale che il tema del dialogo venga rilanciato dalla maggioranza non appena ha terminato di illustrare le misure assunte unilateralmente", ha subito messo in chiaro Andrea Orlando, portavoce del Partito Democratico. "Tuttavia, poiché queste misure si dimostreranno, purtroppo, ampiamente insufficienti e si dovrà tornare ad affrontare la crisi con altri interventi, non mancheranno occasioni per il governo - sottolinea Orlando - di dimostrare un’effettiva volontà di dialogo che, di solito, in tutti i Paesi del mondo funziona così: ci si siede intorno a un tavolo, si confrontano le opinioni e le proposte, si decide che cosa fare. In nessun posto del mondo, invece, si chiama l’opposizione a collaborare mettendola di fronte a fatti compiuti".

Di Pietro prende le distanze dal Pd Non seguirà la linea del Lof il leader Idv, Antonio Di Pietro. Aspetta. Sta a guardare. Poi deciderà. "Nel pacchetto anticrisi, presentato dal governo, mancano interventi strutturali, ci sono misure limitate, insufficienti per risolvere la crisi che attanaglia l’Italia". L'ex pm assicura comunque un atteggiamento propositivo in Parlamento: "Questa manovra è il classico esempio della montagna che partorisce il topolino. Tra le misure varate non c’è nulla per aumentare il potere d’acquisto degli stipendi, per i pensionati, per le fasce più deboli. A questo punto però, alla luce della disastrosa situazione economica, l’Italia dei Valori, responsabilmente, ha deciso di avere una posizione propositiva". "E per questo l’Italia dei valori si presenterà - continua il leader IdV - nei prossimi appuntamenti parlamentari, senza atteggiamenti pregiudiziali, cercando di implementare le misure relative al sostegno delle famiglie, delle piccole e medie imprese e delle fasce più deboli".

L'apertura dell'Udc All’appello a collaborare sul pacchetto anticrisi lanciato ieri da Berlusconi all’opposizione, l’Udc risponde "presente". Lo ha detto Pier Ferdinando Casini, a margine del convegno di Loreto: "Non c’è laicità senza fede". "Noi siamo qui pronti a collaborare - ha spiegato il leader centrista - nell’interesse del Paese. Proprio per questo però ci aspettiamo che il governo in Parlamento cambi sostanzialmente questa manovra che deve essere finalizzata alle famiglie". Quindi il numero uno di via Due Macelli avverte epifani: "Bisogna che rifletta molto bene, dieci volte non una".

La replica di Bossi Immediata la risposta al leader centrista. "Per adesso non ci sono soldi, quindi Tremonti ha fatto i miracoli, perchè è riuscito a rastrellare tutti i soldi dello Stato", spiega il ministro per le Riforme Umberto Bossi. "Il problema - ha osservato il Senatur a margine del convegno Padani nel mondo - è che oggi ci sono un sacco di licenziamenti, le fabbriche chiudono e quindi bisogna dare almeno gli ammortizzatori sociali, altrimenti qualcuno si butta da un ponte con figli e famiglia".

Epifani: "Confermo lo sciopero" "Ci riserviamo bene di leggere il testo prima di esprimere un giudizio, ma con il decreto il governo ammette due cose: di aver sottovalutato la crisi con la Finanziaria di giugno e che l’impostazione della Cgil sugli interventi da realizzare è quella giusta". Lo afferma in un’intervista a la Repubblica il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, convinto che "la svolta non è arrivata" e che anche se ci sono "argomenti giusti" i "soldi sono pochi". Epifani, che conferma così lo sciopero del 12 dicembre, spiega: "I titoli del decreto sono gli stessi del nostro ragionamento, ma la risposta non corrisponde alla portata della crisi e non interviene strutturalmente sulle difficoltà delle famiglie, dei pensionati, dei lavoratorie di chi perderà il posto".