Crisi, Bernanke: "Il peggio non è ancora passato"

I mercati europei chiudono con dati peggiori di 13 anni fa: ieri il Dj Stoxx 600 si è riportato sui livelli del novembre 1996. Almunia avverte: "Più
elevati i rischi di un deterioramento della situazione&quot;. Il professor Campiglio: <strong><a href="/a.pic1?ID=333103">&quot;Se non c'è fiducia è gelo&quot;</a></strong>

Milano - Giornata altalenante sulle principali piazze europee, influenzate dagli scricchiolii dell'economia americana e giapponese. Nel tardo pomeriggio, dopo aver accorciato le distanze grazie all'apertura positiva di Wall Street, le Borse europee scivolano sul finale di seduta ai minimi degli ultimi dodici anni. Il Dj Stoxx 600, l’indice che sintetizza l’andamento dei principali listini del Vecchio Continente, cede l’1,5% e si è riportato sui livelli del novembre 1996. A Parigi il Cac40 ha perso l’1,04%, a Francoforte il Dax lo 0,52%, a Londra il Ftse100 il 3,14%, a Milano il Mibtel il 2,42%, a Madrid l’Ibex35 lo 0,7%, ad Amsterdam l’Aex il 3%.

Wall Street e Ue affondano Gli indici americani passano in territorio negativo con il Dow Jones che cede lo 0,50%, il Nasdaq lo 0,32% e l’S&P500 lo 0,71%. A penalizzare le borse sono in particolare il crollo a livelli minimi del dato sulle vendite di case in corso, le parole del presidente della Fed, Ben Bernanke che ha sottolineato l’incertezza e il peggioramento del mercato del lavoro nelle ultime settimane, e lo scivolone di General Electric (-8%). Sempre positiva Citigroup (+1,67%). Piazza Affari si trova sempre in territorio negativo a circa mezz’ora dalla chiusura, con il Mibtel che segna -1,1% e l’S&P Mib -0,8%. Il listino principale è spaccato in due tronconi, con un gruppetto in fortissimo ribasso (Espresso-7,3%, Seat-5,5%, Mediolanum-3,7%, Tenaris-3,3 e Telecom-3,3%) e il secondo in netta crescita (Prysmian+6,3%, Unipol+4,4%, Lottomatica+4,2%, Mondadori+3,3% e Fonsai+3,2%).

Almunia: "Nuovo ribasso nella crescita" Il commissario Ue agli affari monetari ed economici Joaquin Almunia non esclude una nuova revisione al ribasso delle stime di crescita della Ue. "Oggi posso dire che i rischi di un deterioramento della situazione sono più elevati", ha detto Almunia. Nelle previsioni presentate il 19 gennaio scorso la Commissione Ue aveva annunciato un calo del pil dell’1,9% nella zona dell’euro e dell’1,8% nella Ue 27 nel 2009, mentre per il 2010 le aspettative indicate erano per una ripresa lenta: +0,4 in Eurolandia, +0,5% nella Ue. "Quando abbiamo presentato le previsioni, avevo detto che i rischi erano equilibrati, vale a dire che c’erano sia possibilità di un ulteriore deterioramento, sia possibilità di un miglioramento - ha detto Almunia parlando all’European policy center di Bruxelles - al momento attuale, posso dire che i rischi di un deterioramento della situazione sono più elevati".

L'Ocse all'Italia: "Le stime peggiorano" I numeri saranno probabilmente "molto peggiori" per l’Italia come per gli altri Paesi dell’Ocse. A lanciare l'allarme è stato il capo economista dell'Ocse, Klaus Schmodt-Hebbel, precisando che l’organizzazione non si attende più una ripresa nel 2009 ma solo a "un certo punto del 2010" in quanto la recessione si sta rivelando "più profonda" di quanto previsto nell’ultimo outlook. "Tutti stanno rivedendo le cifre. Anche noi lo stiamo facendo come vedrete alla fine di marzo quando presenteremo il prossimo outlook", ha detto a margine di una conferenza stampa precisando che "i numeri saranno ribassati in modo molto significativo". Quanto all’Italia, le stime del Pil, ha detto, saranno "molto peggiori" rispetto alla crescita negativa dell’1% e del +0,8% nel 210 previste a novembre.

Nuovi bond europei Secondo Almunia è "ragionevole" l’emissione di euro bond da parte di un gruppo di Stati membri della Ue, anche se ha sottolineato che la decisione spetta solo a loro. Almunia ha espresso il suo appoggio all’emissione di obbligazioni europee finanziate da Stati membri parlando all’European policy center, a Bruxelles. L’idea di euro bond trova sostenitori ma anche molti oppositori in Europa, tra cui la Germania, maggiore contribuente del bilancio Ue. "Sarebbe possibile per gli Stati membri emettere in comune un prestito ed andare insieme sul mercato? - si è chiesto Almunia, nel discorso pronunciato - sì, è possibile e spetta a loro prendere la decisione". "Se mi chiedete se questo sarebbe ragionevole, io rispondo che sì, lo sarebbe", ha detto Almunia riconoscendo, però, che nell’immediato il progetto non è di facile realizzazione in quanto "diversi importanti Stati membri della Ue vi si sono opposti".

Bernanke sferza il Tesoro Usa "er uscire dalla crisi attuale, servono azioni coraggiose da parte del governo, "anche se questo significa gonfiare il debito pubblico". Nel corso della sua testimonianza di fronte alla commissione Budget del Senato, il governatore della Federal reserve, Ben Bernanke, ha fatto sapere che "è meglio agire con decisione oggi per risolvere i nostri problemi". "L’alternativa potrebbe essere quella di un episodio prolungato di stagnazione economica che non solo contribuirebbe a una ulteriore deterioramento della situazione fiscale ma implicherebbe anche in bassa produzione, bassa occupazione e bassi redditi per un lungo periodo", ha spiegato Bernanke aggiungendo che la situazione del mercato del lavoro "è peggiorata nell’arco delle ultime settimane" e, per questo motivo, i tassi di interesse "rimarranno con tutta probabilità bassi per diverso tempo". Il numero uno della Fed ha anche aggiunto che il governo dovrà estendere il suo intervento a favore del sistema bancario, oltre i 700 miliardi dei fondi Tarp. Di quanto dovrà estenderlo lo si saprà tuttavia solo una volta effettuati gli stress test sulle banche.

Tensione sui mercati asiatici La Borsa di Tokyo limita le forti perdite segnate in mattinata e chiude gli scambi in ribasso dello 0,69%, dopo il tonfo di ieri (-4,25% il Dow Jones e -3,99% il Nasdaq) a Wall Street. L'indice Nikkei è sceso a 7.229,72 punti, 50,43 in meno della chiusura di ieri. Nel corso della seduta, tuttavia, il Nikkei è apparso indirizzato verso il tonfo quando ha raggiunto un minimo a 7.088,47 punti (-2,63%), il livello intraday più basso dal 28 ottobre, giorno in cui l'indice di riferimento del listino scese sotto quota 7.000 (a 6.994,90), ai minimi degli ultimi 26 anni. Sotto pressione sono finiti i titoli del settore assicurativo e finanziario in generale, in scia alle turbolenze di Wall Street (dopo i casi Aig e Citigroup, ad esempio) e del colosso bancario Hsbc, cui si è aggiunta in Giappone anche la mossa di Toyota Financial Services. Il braccio finanziario del leader mondiale dell'auto ha avanzato la richiesta di un prestito in dollari del valore di circa 200 miliardi di yen (1,7 miliardi di euro) alla Japan Bank for International Cooperation, allo scopo DI reperire fondi al servizio delle attività di finanziamento negli Usa.