Crisi, in Borsa è un altro lunedì nero

Chiusura fortemente negativa per le principali piazze europee sulla scia dei dati del colosso bancario
britannico Hsbc: ai minimi dal 2003. Giù banche e assicurazioni. Male anche per Tokyio: Nikkei a -3,8%. Wall Street apre in forte calo

Milano - Il ciclone delle vendite che ha già colpito le Borse asiatiche non risparmia le piazze europee, che cedono in media il 3,3% nel primo giorno della settimana, con i contratti future sullo S&P500 di Wall Street in calo dell’1,5%. L’idea che guida gli investitori anche oggi è che la crisi economica sia ancora in una fase acuta e non si intravedano segni di una possibile ripresa, come indicato di recente anche dal finanziere Warren Buffet, che ha parlato di "massacro" (shambles) per definire la situazione attuale.

Tutta l'Europa in calo Le Borse europee archiviano la prima seduta di marzo in profondo rosso, messe in ginocchio dai titoli bancari e dallo scivolone di Wall Street e di Tokyo stamane. A Parigi il Cac40 ha lasciato sul terreno il 4,48%, a Francoforte il Dax il 3,48%, a Londra il Ftse100 il 5,33%, a Madrid l’Ibex35 il 4,6%, ad Amsterdam l’Aex il 4,99%. Seduta disastrosa a Piazza Affari. L’indice Mibtel ha chiuso le contrattazioni in ribasso del 5,67% a 11.861 punti, lo S&P/Mib in calo del 6,02% a 14.362 punti mentre l’All Stars del 2,82% a 7.657 punti. Le Borse europee bruciano quasi 200 miliardi di capitalizzazione (198 per l’esattezza) e spediscono le lancette indietro di ben sei anni. Dopo una seduta di forti vendite sui mercati azionari del Vecchio Continente, l’indice paneuropeo Dj Stoxx 600 ha perso 4,8 punti percentuali, scivolando su livelli che non si vedevano dal marzo del 2003 e mettendo a segno il peggior tonfo dallo scorso dicembre.

Wall Street pessima Wall Street apre in calo, dopo l’annuncio della maxi-perdita da 61,7 miliardi di dollari di Aig nel quarto trimestre. I listini Usa riducono le perdite per il forte aumento della spesa personale per i consumi Usa a gennaio. Il Dow Jones scende dell’1,09% a 6.985,75 punti. Era dall’ottobre 1997 che il listino non scendeva sotto i 7 mila punti. Lo S&P arretra dell’1,55% a 723,72 punti e il Nasdaq perde l’1,36% a 1.356,21 punti.Poi il Dow Jones perde ancora e arriva a toccare un -3%.

Hsbc in profondo rosso Il colosso bancario britannico Hsbc annuncia la sua intenzione di tagliare 6.100 posti di lavoro negli Usa, per la chiusura di gran parte degli uffici di Hfc e Beneficial. Proprio per questo, il gruppo lancerà una nuova emissione azionaria da 18 miliardi di dollari, per raccogliere capitali, mentre gli utili 2008 vanno a picco e salgono i cattivi prestiti, soprattutto negli Usa. Si tratta di un’emissione azionaria da 12,5 miliardi di di sterline, la più alta mai lanciata in Gran Bretagna e superiore a quella da 12 miliardi di sterline di Rbs. Il titolo di Hsbc è stato sospeso all’avvio della borsa di Hong Kong. Gli utili del 2008 sono scesi del 70% a 5,7 miliardi di dollari, mentre i cattivi debiti sono saliti a 24,9 miliardi di dollari. 

Il Tesoro in aiuto di AIG Aig ha chiuso il quarto trimestre con una perdita di 61,66 miliardi di dollari. Le autorità americano concedono altri 30 miliardi di dollari di aiuti pubblici al gigante assicurativo, che già controllano all’80 per cento. L’annuncio, ampiamente anticipato da diverse indiscrezioni di stampa, giunge mentre la disastrata compagnia assicurativa ha bruciato altre ingenti liquidità e non è riuscita a trovare compratori disposti a farsi carico delle divisioni per cui aveva deciso la cessione. La American International Group è una di quelle società finanziarie considerate troppo grandi e troppo presenti sul mercato al dettaglio per poerla lasciar fallire, ha già ricevuto aiuti tramite prestiti pubblici per 150 miliardi di dollari.

Il tonfo di Tokyo La borsa di Tokyo scivola in chiusura di oltre il 3,8%, trascinata al ribasso dalle banche - tra cui Mitsubishi Ufj Financial Group in calo del 6,8%, sui timori per il settore finanziario Usa. Lettera anche sugli esportatori, mentre diventano sempre più acute le preoccupazioni sullo stato dell’economia americana. L’indice Nikkei ha perso in chiusura il 3,81%, vale a dire 288,27 punti, a 7.280,15, mentre l’indice allargato Topix ha terminato la seduta in calo del 2,92% a 734,59. "Gli investitori sono molto inquieti sullo stato del settore finanziario americano e si domandano se il governo americano avrà abbastanza capitale per salvare tutte le istituzioni che avranno bisogno di aiuto", spiega Terushi Hirotama di Ichiyoshi Securities.

I mercati asiatici affondano In pesante calo è anche la borsa di Hong Kong: l’indice Hang Seng lascia sul terreno oltre il 3,80%. Analogo l’andamento per l’indice Kospi della Corea del Sud, che perde oltre il 4%, e per Singapore, che accusa un ribasso di oltre il 3%. In territorio negativo sono anche i mercati di India, Indonesia, Thailandia e Australia. In controtendenza, invece, l’indice di Shanghai, che guadagna oltre l’1"%. Non sappiamo quanto a lungo durerà questa recessione globale - ha commentato Hisakazu Amano, di T&D Asset Management Co. a Tokyo - con un mercato dominato da questa atmosfera di malessere e disperazione, ci sono poche persone disposte ad investire".