Crisi, Borse europee in profondo rosso Milano: -5,13%. Bruciati 200 miliardi

Ennesima giornata di passione per i mercati del Vecchio Continente sulla scia dei ribassi registrati a Wall Street e sulle piazze asiatiche. Milano chiude in deciso
ribasso con il Mibtel che ha ceduto il 5,13%. Intanto cresce la preoccupazione per l'economia reale. Da Bruxelles l'allarme: <strong><a href="/a.pic1?ID=305334">&quot;In arrivo due anni difficili&quot;</a></strong>. Palazzo Chigi pronto ad aiutare famiglie e imprese. Tremonti: &quot;Cambieremo le tariffe delle autostrade&quot;

Milano - Chiudono in profondo rosso le principali borse europee, per il timore di una prolungata recessione a livello globale. In totale le Piazze del Vecchio Continente hanno mandato in fumo 207 miliardi di euro di capitalizzazione. I listini del Vecchio Continente risentono del cattivo andamento di Wall Street, che è in calo di quasi il 3%. Il numero uno di Merrill Lynch, John Thain sostiene che l’attuale crisi dell’economia somiglia alla Grande Depressione del 1929 e durerà a lungo. Intanto prosegue il crollo di Gm, che perde oltre il 16%, nonostante la Casa Bianca faccia sapere di essere disponibile ad accogliere le proposte di aiuti al settore dell’auto da parte del Congresso. L’apertura arriva dopo il colloquio di ieri tra Bush e Obama. In vista anche nuove misure sui prestiti ipotecari, per arginare i pignoramenti di case. In Europa malissimo bancari e petroliferi. A Londra l’indice Ftse 100 arretra del 3,57% a 4.246,69. Il Mibtel di Milano cede il 5,13% a 16.197 punti. Giù del 5,25% a 4.761,58 punti il Dax di Francoforte e a Parigi il Cac 40 arretra del 4,83% a 3.336,41 punti.

Milato in caduta libera La Borsa di Milano ha chiuso sui minimi una giornata negativa sin dall’esordio e che è peggiorata visibilmente dopo l’apertura in ribasso di Wall Street, quest’ultima penalizzata da cattive notizie sia da primarie imprese che dal fronte macroeconomico. Il bilancio finale ha visto il Mibtel cedere il 5,13% a quota 16.197 punti, mentre l’S&P/Mib e l’All Stars sono arretrati rispettivamente del 6,2 e del 2,28 per cento. In una sessione caratterizzata da una raffica di trimestrali, sono risultate negative quasi tutte le blue chips, con le vendite che si sono accanite particolarmente sui finanziari. Giornata pessima, con un calo a doppia cifra, per Intesa Sanpaolo, sempre in scia ai conti del periodo e alla decisione di non distribuire in contanti il dividendo 2008.

Wall Street estende le perdite Wall Street continua a perdere intorno al 3%, mentre un pò tutti i colossi della finanza, di Detroit e della Silicon Valley mostrano la corda. Il Dow Jones perde il 2,8%, con Gm che cede il 15%, Alcoa che arretra dell’8% e American Express che scende del 7%. Lo S&P perde il 3,6% e il Nasdaq è in ribasso del 2,6%.

Cali estesi sulle piazze asiatiche La chiusura in rosso di Wall Street e i dati di ottobre sull’inflazione cinese e l’export giapponese, che alimentano nuovamente i timori di recessione, conducono i mercati asiatici a terminare la sessione in territorio negativo. Il ribasso della borsa di new York ha fatto scivolare le quotazioni di blue chip nipponiche come Canon e Mitsubishi, e la piazza di Tokyo ha chiuso in calo del 3% a 8.809,30 punti, dopo aver registrato ribassi fino al 4% nel corso della sessione. Lascia sul terreno il 3% anche l’indice Topix, a 889,36 punti. In Cina l’Hang Seng di Hong Kong termina la sessione in ribasso del 4,77% a 14.040,90 punti, mentre la borsa di Shanghai finisce la seduta in ribasso dell’1,66% a 1.843,607 punti. Arretra del 2,06% il Kospi di Seul, a 1.128,73 punti. A quota 4.638,7 punti il Taiex di Taipei, che perde il 2,2%.