Crisi, Borse europee al tracollo: è panico Il premier: "Mercoledì via agli aiuti alle famiglie"

Dopo la pessima giornata di ieri e la chiusura negativa di Wall Street (-5%) il Nikkei fa segnare un profondo rosso. Così come tutta l'Asia. Incidono <strong><a href="/a.pic1?ID=307399" target="_blank">la crisi del mercato dell'auto</a></strong> e i timori per una recessione lunga. Epifani: &quot;In arrivo una valanga&quot;. Petrolio: per la prima volta dal 2005 sotto i 50 dollari

Milano - Dopo le vendite di ieri, Piazza Affari e le Borse europee chiudono anche oggi in deciso calo. Ma l’andamento di Wall Street, che dopo una partenza in rosso sta tentando un timido rimbalzo, ha evitato quello che si prospettava essere un nuovo giovedì nero per i listini del Vecchio Continente. Gli indici europei hanno così cercato, sul finale, di ridurre le pesanti perdite della giornata, pur chiudendo sui minimi degli ultimi cinque anni: a Milano il Mibtel ha perso il 2,29%, a Parigi il Cac40 il 3,48%, a Londra il Ftse100 il 3,26%, a Francoforte il Dax il 3,08%.

L'Europa amplia i ribassi La giornata odierna era cominciata con il pesante tonfo dei mercati asiatici (Tokyo -6,89%) in scia alla caduta ieri sera della Borsa Usa, con il Dow Jones sceso sotto gli 8.000 punti, dopo le fosche previsioni della Fed sull’economia del Paese. I nuovi dati macro Usa diffusi oggi hanno alimentato ulteriormente i timori di una recessione, unita a una deflazione, per la prima economia mondiale. Il superindice economico, che misura lo stato futuro di salute dell’economia, è calato ad ottobre oltre le attese e l’indice Fed Filadelfia, relativo all’attività manifatturiera dell’area Mid-Atlantic, a novembre è sceso sui minimi degli ultimi 18 anni. Notizie negative sono giunte anche dal mercato del lavoro degli Stati Uniti: il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta di sussidi di disoccupazione è balzato la scorsa settimana al massimo livello in 16 anni. Intanto è proseguita la discesa inarrestabile del prezzo del petrolio, sceso oggi sotto la soglia dei 50 dollari al barile.

Petrolio sotto 50 dollari Per la prima volta da oltre tre anni il barile di petrolio Brent - quello estratto dal Mare del Nord e scambiato sulla piazza di Londra - è calato sotto la soglia dei 50 dollari. Nel frattempo a New York, negli scambi di preapertura, il barile di West Texas Intermediate - principale riferimento per i corsi petroliferi - ha segnato un minimo a 51,79 dollari. Anche oggi i prezzi petroliferi tendono al calo in sincronia con l’andamento negativo dei mercati azionari. Era dal maggio del 2005 che il barile di Brent non scendeva sotto i 50 dollari, mentre il Wti si attesta ora ai minimi da due anni circa. 

Epifani pessimista "Dalla ricognizione che la Cgil sta facendo in queste ore esce un quadro sulla crisi molto più pesante, sta arrivando una valanga". Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, nel corso della trasmissione Panorama del giorno su Canale 5. La crisi, ha spiegato Epifani, "sta colpendo le nostre strutture. Regioni come l’Emilia Romagna che non avevano avuto problemi ne hanno di seri". Secondo Epifani, dunque, "c’è bisogno di un intervento molto forte, che abbia due caratteristiche: da una parte favorire l’accesso al credito, perché le banche hanno liquidità, ma tendono a trattenerla, e dall’altra agire sulla crisi forte della domanda di consumi finali. Le famiglie - ha spiegato Epifani - non hanno soldi e spendono sempre meno. Quindi bisogna sostenere la domanda con sgravi fiscali e una politica di ammortizzatori sociali diversa, perchè corriamo il rischio che centinaia di migliaia di persone restino senza tutele".

Berlusconi: "Ci stiamo muovendo" "Il sistema bancario europeo nel suo complesso è solido così come il nostro - spiega il premier Silvio Berlusconi -. Dopo Unicredit che ha stanziato cinque miliardi di euro per le piccole e medie imprese stiamo vedendo anche per le altre banche, attraverso contatti con le dirigenze possano garantire investimenti per le piccole e medie imprese. Mentre mercoledì in consiglio dei ministri - prosegue - ci saranno dei provvedimenti a sostegno delle famiglie per far fronte alla crisi dell’economia reale". Il premier ci tiene a ribadire che "le banche non falliranno così come i cittadini non perderanno nessun euro".

Tokyo in picchiata Terza seduta consecutiva di segno meno e tracollo alla Borsa di Tokyo, che ha fatto segnare la perdita più ingente in un’unica giornata da un mese a questa parte, sfondando la soglia psicologica degli 8mila punti e così scendendo ai nuovi minimi da tre settimane. La rinnovata tendenza negativa, sulla scia dei pessimi risultati registrati in serata a Wall Street (Nasdaq -6,53%; Dow Jones -5,07%), è stata alimentata dalle persistenti preoccupazioni degli investitori nipponici per le potenziali ripercussioni sull’economia nazionale della grave crisi finanziaria globale in atto, delle quali ha sofferto soprattutto il comparto bancario; e ulteriormente rafforzata dall’apprezzamento dello yen sui mercati valutari, che ha penalizzato in particolare i settori maggiormente esposti sul fronte dell’export. Al termine delle contrattazioni l’indice Nikkei dei 225 titoli principali è piombato dunque a quota 7.703,04 dopo aver ceduto ben 570,18 punti pari al 6,89%. Non scendeva tanto dal 28 ottobre scorso, la stessa data in cui toccò il livello provvisorio più basso da 26 anni; quello odierno è stato inoltre il peggiore calo percentuale quotidiano dal 22 ottobre. Molto male oggi anche il Topix relativo all’intero listino, che a sua volta ha lasciato sul terreno 45,15 punti pari al 5,45% per attestarsi in chiusura a quota 782,28.