Crisi, buste paga al palo: nel 2008 crescita zero Cgil: "Raffica di scioperi"

Retribuzioni al palo nel 2008:
l’anno si chiuderà con una
crescita delle buste paga del 3,4%-3,5%.
L’aumento è alla pari con l’andamento del
tasso di inflazione. Cgil: "Questo significa retribuzioni ferme"

Roma - Retribuzioni al palo nel 2008: secondo stime di Ires Cgil, l’anno si chiuderà con una crescita delle buste paga del 3,4%-3,5%. L’aumento è sostanzialmente alla pari con l’andamento del tasso di inflazione e quindi - sottolinea il segretario confederale della Cgil e presidente dell’Ires, Agostino Megale - "questo significa retribuzioni ferme".

Buste paga al palo "Le retribuzioni nel 2008 chiuderanno sostanzialmente alla pari con il tasso di inflazione: entrambi saranno probabilmente tra il 3,4% e il 3,5%. Questo significa che le retribuzioni saranno più alte solo nominalmente del 2007, ma più basse in termini di disponibilità reale. Nella sostanza ciò significa: retribuzioni ferme", dice Megale ricordando che, nel 2007, i redditi erano al 2,3% e l’inflazione al 2%. "Le retribuzioni saranno più alte a livello nominale ma più basse in termini di disponibilità reale", rispetto all’ inflazione, ripete Megale che evidenzia anche le conseguenze di questa stagnazione delle buste paga. "Secondo i nostri dati il calo dei consumi è un fatto reale e purtroppo destinato a peggiorare nel 2009 in assenza di interventi fiscali del governo a sostegno d ei redditi e delle pensioni".

La forbice di reddito Aumenta la forbice di reddito tra operai-impiegati e imprenditori-liberi professionisti: tra il 2002 e il 2008 le buste paga dei primi hanno fatto registrare una diminuzione di 1.600 euro mentre i redditi dei secondi sono aumentati di 9 mila euro.

Raffica di scioperi Il nuovo anno si apre all’insegna delle proteste. Finita la tregua per le vacanze natalizie, il mese di gennaio sarà caratterizzato da una serie di scioperi nel settore del trasporto aereo mentre a febbraio sono già in calendario due proteste nella stessa giornata di venerdì 13: si tratta dello stop annunciato in modo congiunto dai dipendenti pubblici della Fp-Cgil e dai lavoratori del primo sindacato dei metalmeccanici, la Fiom. Apre la "lista" il 5 gennaio lo stop dei lavoratori di Techno Sky aderenti a Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Rsu per la durata di quattro ore tra le 8 e le 17. L’8 gennaio sarà la volta dei dipendenti dell’Enav aderenti all’Anpcat: la protesta sarà dalle 12 alle 16 per una durata di quattro ore. Stop per il trasporto ferroviario invece per il 23 gennaio: i dipendenti di Fs aderenti all’Rsu/Rls dell’assemblea nazionale ferrovieri sciopereranno dalla 9 alle 17. Il 27 gennaio invece si fermeranno gli avvocati con l’astensione delle udienze e attività giudiziaria penale al Ministero per l’Unione Camere Penali italiane e la Camera penale di Roma. Ancora problemi per il trasporto aereo il prossimo 30 gennaio: i lavoratori dell’Enav aderenti al Licta incroceranno le braccia per 4 ore (dalle 12 alle 16). A febbraio, invece, è in programma lo sciopero generale di Fp-Cgil e Fiom il 13. I dipendenti del pubblico impiego della Fp protesteranno contro "il taglio ai salari a partire da gennaio da 30 a 280 euro a secondo qualifica, l’accordo 'truffa' fatto a palazzo Chigi e per difendere i 60mila precari che saranno licenziati a partire a da gennaio".