La crisi c’è, ma alla tv al plasma non si rinuncia

A Roma, nel Lazio, in Italia, recessione non pervenuta. Con i magri stipendi attuali ci si attenderebbero tempi di sacrifici e dedizione al risparmio. Insomma, un popolo di formichine in attesa dell’auspicata ripresa economica. E invece il quadro presentato ieri da Findomestic, società leader nel credito al consumo in collaborazione con l’Istat, raffigura un paese che spende volentieri. Soprattutto se in ballo c’è lo sfizietto tecnologico, tanto c’è la rata.
Così il succo della questione potrebbe essere che non si arriva a fine mese per colpa dell’irrinunciabile tv lcd/plasma o della seconda auto, quella che stuzzicava la fantasia. Questione di priorità tutte italiane. Ricapitoliamo: secondo lo studio quest’anno i consumi di beni durevoli aumenteranno del 3,3 per cento in Italia e del 2,6 per cento nel Lazio. L’anno scorso, spesa aumentata del 3,7 per cento in Italia e 1,7 nella nostra regione.
Come se non bastasse le previsioni di Prometeia per Findomestic Banca per il 2008, annunciano una crescita media dei redditi del 3,4 per cento in tutto il paese. Con il Lazio a guidare la classifica con un reddito pro capite di 18.940 euro rispetto al dato italiano che è di 17.078. Tra tutte le province è naturalmente Roma a giocare la parte del leone con addirittura 19.758 euro pro capite che supera la media nazionale dell’11 per cento. A seguire Viterbo (17.299 euro) e Rieti (17.188 euro).
Nel dettaglio, la spesa delle famiglie per le auto nuove è prevista in logico calo dopo il pieno degli anni scorsi: del 4,7 per cento in Italia e 0,3 per cento nel Lazio, anche se questi dati, spiegano da Findomestic, saranno corretti in meglio per via degli incentivi che sono stati concessi dal governo. Per i motocicli è prevista una spesa in crescita del 2,2 per cento in Italia e del 3,1 per cento nel Lazio. Per la spesa degli elettrodomestici, nel 2008 Prometeia stima un aumento del 9,3 per cento in Italia e dell’11,6 nel Lazio.
Una sezione dell’indagine Findomestic è dedicata a Internet. Per quanto riguarda la banda larga, l’Italia risulta in media con il resto d’Europa, ma il livello di accesso resta più basso ed è circa la metà rispetto a Germania, Belgio e Regno Unito. Ci sono stati però notevoli passi avanti: dalle otto ore medie di connessione pro capite registrate nel 2004 si è passati alle oltre dodici del 2007. Gli acquisti in rete sono passati poi da 2,5 milioni del 2000 a 21,6 milioni dello scorso anno, aumentando quindi di circa nove volte. On-line si acquistano soprattutto cd, libri, ma anche viaggi, tv e (quella che una volta si chiamava) hi-fi.
L’indagine, che è stata condotta dall’Osservatorio, si basa in parte sulla banca dati della stessa Findomestic, che conta circa sei milioni di clienti, in parte su dati Istat o di altri istituti rielaborati da «Prometeia», in parte su indagini di mercato realizzate su «campioni rappresentativi» della popolazione. Che nel Lazio, pare proprio, che non se la cavino poi tanto male.