Crisi «chiusa» in 64 ore ma manca il voto finale

Dalle 19,52 di mercoledì alle 11,37 di ieri: con poco meno di 64 ore, il secondo governo presieduto da Romano Prodi ha fatto segnare il primato della crisi più rapida a legislatura in corso nella storia della Repubblica, anche se manca il sigillo del voto parlamentare.
Prima il record spettava a Silvio Berlusconi, che alle 17,30 del 20 aprile 2005 (dopo la sconfitta alle elezioni regionali e il diktat dell’Udc allora guidata da Marco Follini) aveva presentato le dimissioni del suo secondo esecutivo, e alle 12,50 del 23 aprile successivo aveva sciolto la riserva e presentato la lista del terzo. In totale poco più di 67 ore di crisi. Ma in quel caso si trattò di un governo nuovo, non di un semplice rinvio alle Camere come oggi.
Ancora più lontano (ma ancora per un governo-bis) quello che sette anni fa appariva un primato inattaccabile, stabilito da Massimo D'Alema nel passaggio dal primo al secondo governo da lui guidato. L’esponente ds presentò le dimissioni alle 22,38 del 18 dicembre 1999 e, ricevuto il nuovo incarico alle 20,30 del 20 dicembre, sciolse la riserva alle 11,32 del 22 dicembre, rendendo immediatamente pubblica la lista dei ministri. Alle 13,06 cominciò il giuramento. Una crisi durata quindi circa 84 ore e mezzo.