«La crisi? Colpa degli ultrà di centro»

da Roma

Onorevole Gennaro Migliore (Prc), siamo già in piena crisi.
«Non siamo alla crisi, ma di fronte a una situazione che deve essere fronteggiata».
Ma se l’ha detto anche il presidente della Camera, Bertinotti.
«Bertinotti ha detto che non c’è alternativa a Prodi, mica ha celebrato il de profundis al governo...».
Ma non ha aperto la strada al governo tecnico?
«Interpretazioni fasulle».
Un governo istituzionale con mandato preciso che cos’è, allora?
«Non mi faccia fare il commentatore. Io lavoro per non farlo cadere, questo governo. E lavorerò fino all’ultimo».
Uno dei pochi. Si dice che persino Veltroni...
«... anche Veltroni dovrebbe lavorare per risolvere le difficoltà. Dovremmo tutti lavorare dalla stessa parte».
Quale parte?
«Dalla parte giusta: mantenere gli impegni con gli elettori. Rispettare il programma, recuperare il rapporto con la gente che ci crede».
Mica facile, con questi ministri che Prodi non riesce più a tenere a bada.
«Nessuno dei due si sta comportando dignitosamente. Una certa sobrietà andrebbe ripristinata non tanto per il loro decoro, quanto per il male che fanno all’intera classe politica».
Per non parlare del capitombolo Rai...
«... frutto di un’intesa tra Italia dei valori e Udeur, ovvero i due gran litiganti. Bisognerebbe recuperare anche quel minimo di razionalità... ».
D’accordo. Ma intanto come si può andare avanti?
«I pericoli non vengono da noi, ma da uno striminzito gruppo di estremisti di centro».
Indipendentemente dalle colpe, se Prodi cade quale sarebbe la soluzione migliore?
«Ripeto: lavoro per non farlo cadere, mi auguro che non accada».
Mettiamo che accada: nuovo governo o urne?
«Andrebbero valutate le circostanze, e comunque decide il presidente della Repubblica».
Ma Rifondazione accetterebbe un governo diverso? E se si sperimentano alleanze di nuovo conio?
«Nessuno immagini neppure una cosa del genere. In quel caso, il ricorso alle urne sarebbe doveroso».