La crisi colpisce Bank of America: crollano gli utili

da Milano

Non ce l’ha fatta neppure Bank of America (Bofa). La crisi del credito ha colpito anche l’istituto del North Carolina, considerato il meglio attrezzato per reggere il peso del ciclone scatenato dai mutui subprime. La trimestrale della banca ha invece ieri rivelato un’altra verità, ben più amara: tra gennaio e marzo, gli utili sono crollati del 77%. Un periodo breve ma sciagurato sotto il profilo finanziario, capace di cancellare previsioni decisamente troppo ottimistiche.
«Il primo trimestre - ha ammesso l’ad Kenneth D. Lewis - si è rivelato molto peggiore delle nostre attese, formulate tre mesi fa». Lewis ha poi aggiunto di aspettarsi che le perdite legate ai prestiti ai consumatori «saranno probabilmente più alte del resto dell’anno». A pesare sui conti di Bofa sono stati gli accantonamenti, quintuplicati a sei miliardi di dollari, decisi per far fronte proprio alle perdite future sui prestiti e le svalutazioni dell’unità di investment banking (1,91 miliardi).
Wall Street è stata colta in contropiede dalla trimestrale tutt’altro che esaltante dell’istituto di Charlotte, il cui titolo ha perso oltre il 2%, ma i listini hanno poi reagito bene, con il Dow Jones in calo dello 0,19% e il Nasdaq positivo dello 0,21%. Più deboli, nel pomeriggio, erano state le chiusure delle Borse europee (meno 0,64% Milano).
I risultati di Bofa sono comunque sintomatici del peggioramento della situazione nella prima parte dell’anno, costata già robusti tagli dei profitti a colossi come JP Morgan, Merrill Lynch e Citigroup. Bank of America sembrava avere le spalle sufficientemente larghe per sopportare la crisi senza troppe conseguenze. Nel gennaio scorso, l’istituto era accorso in aiuto di Countrywide Financial, il gigante Usa dei mutui prossimo al fallimento, mettendo sul piatto altri 4,1 miliardi dopo i due già sborsati nell’agosto 2007. Negli ultimi quattro anni, erano inoltre passate sotto la sua ala Fleet Boston Financial, la società di carte di credito Mbna e La Salle Bank, sfilata agli olandesi di Abn Amro. Nel complesso, un investimento di oltre 100 miliardi per sostenere piani di espansione ambiziosi. L’inciampo del primo trimestre rischia ora di doverli ridimensionare. Bofa ha già deciso di correre ai ripari, decidendo di cedere la quota (9%) posseduta nella China Construction Bank, secondo istituto di credito più grande della Cina. Lo scopo è quello di raccogliere capitali per far fronte alla svalutazione dei propri asset e concentrare l’attività soprattutto all’interno dei confini statunitensi.