La crisi colpisce tutto il settore degli spettacoli: in calo teatro, cinema e ballo

I dati dell'Annuario Siae svelano una flessione generale dei consumi anche se sono aumentati i biglietti venduti per concerti, sport, mostre ed esposizioni e per le attrazioni dello spettacolo viaggiante

Il periodo d'oro del cinema e del teatro sembra lontano. La crisi economica che si è abbattuta sul Paese colpisce anche il settore dello spettacolo e gli italiani, costretti a tirare la cinghia, rinunciano sempre più spesso al divertimento e allo svago. Lo rivelano i dati dell'Annuario della Siae che fotografano nel dettaglio la domanda e l'offerta.
Da uno studio attento degli oltre 4 milioni di spettacoli censiti emerge una generale diminuzione della spesa al botteghino (-0,98 per cento) e di quella del pubblico (-1,90 per cento) anche se è aumentato il volume d'affari (+2,08 per cento) grazie ad alcune voci positive riferibili a sponsorizzazioni, pubblicità, riprese televisive e finanziamenti. Ma nel complesso il numero degli ingressi segna una flessione del 2,25 per cento rispetto al 2010 e su questa cifra ha inciso in particolare il numero dei biglietti rilasciati al cinema (-7,02 per cento) al teatro (-2,31) e al settore ballo e concertini (-2,09 per cento) mentre sono aumentati quelli venduti per concerti (+ 4,30 per cento) per lo sport (+2,89 per cento) per le attrazioni dello spettacolo viaggiante (+17,63 per cento), per mostre ed esposizioni (+2,52 per cento) e per le altre attività.
Purtroppo il cinema, dove il costo medio del biglietto è stato 6,22 euro, ha indicatori tutti negativi, compreso il volume di affari (-9,59 per cento). Segno meno anche per il teatro, dove cala l'offerta di spettacoli (-3,10%), gli ingressi e tutti gli altri indicatori. Diversa la situazione per i concerti dove, a fronte di una diminuzione dell'offerta (-2,89 per cento) si scopre un aumento dei tagliandi venduti (+4,30) della spesa al botteghino, di quella del pubblico e del volume di affari. Bene in particolare la musica leggera (+5,9 per cento) mentre è in calo il jazz (-4,57 per cento). Situazione analoga per lo sport, dove pure diminuisce l'offerta degli spettacoli (-3,88 per cento), mentre sono in crescita gli altri indicatori. Su un totale di 28,3 milioni di biglietti venduti per tutte le attività sportive 22,6 milioni riguardano il calcio. Segno positivo anche per le mostre e le esposizioni dove è salito il numero delle presenze.
Dallo studio emerge anche un altro dato significativo: la crisi morde lo spettacolo soprattutto al Sud e nelle Isole e bastono in particolare la Basilicata, poi il Molise, la Puglia e la Calabria.
«Il problema è legato anche al calo dell'offerta - fa notare il direttore della divisione servizi Marina Landi - un calo che si sente un po' dappertutto, ma è più forte al sud». I dati permettono anche di evidenziare che la Lombardia è la regione dove si spende di più per andare cinema, teatro, concerti, sport e ballo e concertini. Al Veneto, invece, il primo posto per i biglietti staccati per i parchi di divertimento, le mostre e le attività con pluralità di generi. Tra le città, invece, Milano ha il primato per teatro, sport, ballo e concertini e Roma per cinema, concerti, mostre e parchi di divertimento.
Nell'occasione ieri è stato presentato anche «Panoramaspettacolo», un progetto targato Mibac e Siae con cui si vuole creare un sistema informativo che sosterrà le istituzioni e consentirà di conoscere l'offerta dei diversi settori e la diffusione dei vari generi di intrattenimento sul territorio. Nascerà anche un portale accessibile ai cittadini che vogliono conoscere i luoghi degli spettacoli e le attività sul territorio. Quanto alle top, il film che nel 2011 ha incassato di più è «Che bella giornata» di Checco Zalone, seguito da «Harry Potter e i doni della morte-parte II» mentre fra gli spettacoli teatrali è campione di incassi «Mamma mia». Nei concerti il top è di Ligabue con Campovolo del 16 luglio, ma nella top ten dilaga Vasco, visto anche il numero notevole di serate proposte. Nella lirica, infine, primeggia l'Aida all'Arena di Verona mentre per i libri il più stampato è «Tre atti e due tempi» di Giorgio Faletti.