Crisi, cresce la disoccupazione in Europa: +7,8% Il Papa: "Urge strategia contro nuove povertà"

Sale la disoccupazione nell'Eurozona: a novembre 2008 il tasso dei disoccupati è del
7,8%. Nel terzo trimestre 2008 il tasso in Italia si attesta intorno al 6,7%. Record storico in Spagna: superati i 3 milioni. <strong><a href="/a.pic1?ID=319491">La denuncia di Benedetto XVI: &quot;Combattere la fame nel mondo&quot;
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Bruxelles - Aumenta la disoccupazione nei paesi della zona dell’euro: a novembre 2008, secondo i dati Eurostat diffusi oggi, il tasso dei disoccupati è salito al 7,8% rispetto al 7,7% del mese precedente di ottobre e al 7,2% del novembre 2007. Eurostat stima che nel novembre scorso 17.466 milioni di cittadini, di cui 12.180 milioni donne, fossero disoccupati nei 15 paesi che allora facevano parte della zona dell’euro (oggi saliti a 16). Rispetto all’ottobre 2007, il numero dei disoccupati è aumentato di 274 mila nella Ue-27 e di 202 mila nella Ue-15.

Cresce la disoccupazione A novembre la disoccupazione è stata del 7,8%, rispetto al 7,7% di ottobre e al 7,2% del novembre del 2007. Nei Ventisette il dato si è attestato al 7,2%, contro il 7,1% di ottobre e il 6,9% dell’anno precedente. Secondo l’ufficio statistico delle comunità europee, a novembre ci sono stati 17,466 milioni di uomini e donne senza lavoro nell’Unione europea. Di questi, 12,180 milioni solo nella zona euro. Rispetto al mese di ottobre, il numero di persone senza lavoro è aumentato di 274mila unità nei Ventisette e di 202mila nella zona euro. Rispetto al novembre del 2007 la disoccupazione è aumentata di 1.134.000 unità nei Ventisette e di oltre un milione nell'Eurozona.

I Paesi più colpiti Tra gli Stati membri, i tassi di disoccupazione più bassi sono stati quelli dell’Olanda, al 2,7%, dell’Austria, al 3,8%, e di Cipro, al 3,9%. I più alti sono stati invece registrati in Spagna, passata dall’8,6% al 13,4%, in Slovacchia, con il 9,1%, e in Lettonia, con il 9%. Nel terzo trimestre del 2008 il tasso di disoccupazione in Italia è stato del 6,7%. In un anno, il tasso di disoccupazione degli uomini è aumentato dal 6,5% al 7,4% in Eurolandia e dal 6,3% al 7% nei Ventisette. Il tasso di disoccupazione femminile è aumentato dall’8,2% all’8,3% nella zona euro ed è rimasto stabile al 7,5% nei Ventisette. A novembre, il tasso di disoccupazione giovanile, per gli under-25, è stato del 16,4% sia per la zona euro che per i Ventisette. Un anno prima era rispettivamente del 14,5% e del 14,7%. I tassi più bassi sono stati quelli dell’Olanda, al 5,4%, e dell’Austria, al 6,9%, mentre i più alti sono stati quelli di Spagna, al 29,4%, e Svezia, al 23,8%. Nel novembre del 2008 il tasso di disoccupazione americano è stato del 6,7% e quello giapponese del 3,9%. 

Record storico in Spagna La disoccupazione ha toccato oggi un record storico in Spagna: dopo mesi di progressivo avvicinamento, ha infatti superato la soglia dei tre milioni di disoccupati, per la precisione 3.128.963. Secondo i dati diffusi dal ministero del Lavoro sull’insieme del 2008 i senza lavoro sono aumentati di un milione (999.416), un aumento del 46,9% rispetto al 2007. In termini storici, bisogna risalire al 1987 per trovare un livello simile di disoccupati, anche se è vero che la popolazione spagnola da allora è cresciuta di più di sei milioni di persone. Nel dicembre del 2008 l’aumento è stato del 4,6% rispetto a novembre, con 139.694 nuovi disoccupati, il nono aumento mensile consecutivo. Colpita da una pesante crisi economica provocata dall’esplosione della bolla immobiliare, la Spagna si aspetta un altro anno "molto difficile" in termini di occupazione, ha ammesso oggi la viceministra al Lavoro Maravillas Rojo. I settori più colpiti nel 2008 sono stati i servizi (491.800 disoccupati in più) e l’edilizia (306.863), con aumenti del 38,3% e del 108,1%. Pesanti anche i dati dell’industria (119.891, +42,8%). La forte crisi dell’occupazione nelle costruzioni, settore in cui la manodopera è quasi esclusivamente maschile, fa sì che dei nuovi disoccupati nell’ultimo anno la maggioranza siano uomini: 691.328 rispetto alle 308.088 donne.