Crisi, crolla l'arredo-legno: -20%

negativi i dati presentati da FederlegnoArredo: giù il fatttturato, le esportazioni, l'import e i consumi. Pesa la recessione dei mercati esteri. La richiesta la governo: rottamazione per i mobili di case e alberghi

Milano - Fatturato -20%, esportazioni -23,5%, import -22,6%, consumi -19%. Più che un preconsuntivo per l’anno in corso, quello presentato oggi da FederlegnoArredo relativamente al settore sembra un bollettino bellico. «E infatti - chiosa il presidente Rosario Messina - questa non è la crisi, è la terza guerra mondiale». Secondo le previsioni elaborate dal centro studi della federazione, il fatturato si fermerà a fine anno a 31,6 miliardi, l’export a 10,6 miliardi e l’import a 5,4, con un saldo ancora positivo ma eroso del 19%. Crolli verticali nelle esportazioni, principale fonte di introiti per questa come per altre eccellenze del made in Italy, si sono verificati in Paesi fino all’anno scorso considerati come un Eldorado: la Russia, quarto mercato di sbocco, è calata ad esempio del 33%. «Finora - è l’appello lanciato da Messina - il comparto del legno-arredamento ha conquistato il mondo senza chiedere niente a nessuno ma ora c’è bisogno di un intervento urgente del governo per evitare di perdere oltre 100 mila posti di lavoro e garantire continuità alle piccole e medie imprese». Al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, Messina chiede soprattutto di introdurre la rottamazione anche per i mobili di case e alberghi, come per l’automobile, sostegni fiscali alle imprese, incentivi alle famiglie. «Dove trovare i soldi? - si chiede -. Ad esempio con gli introiti dello scudo fiscale».